McGrath inforca, Meillard oro olimpico in slalom; per l'Italia solo Saccardi
Era tutto apparecchiato per l'oro norvegese in slalom 28 anni dopo Buraas a Nagano '98, ma la gara di Atle Lie McGrath dura una manche e mezzo: dominante dopo la prima frazione, con 59 centesimi sull'elvetico Meillard e 94 sull'austriaco Gstrein, nella frazione decisiva McGrath si ferma a poche porte dal primo intermedio.
Rabbiosa la sua reazione per l'oro sfumato, il norvegese sbatte le bacchette, si mette le mani sul casco, lascia gli sci a metà pista, attraversa il bordo a pista e si incammina verso il bosco, si sdraia sotto gli alberi e si lascia andare alle lacrime.
Tutt'altro umore al parterre: Loic Meillard si inginocchia sopraffatto dalla gioia per un oro olimpico che arriva un anno dopo la conquista dell'oro mondiale, per un atleta solido, preciso, affidabile, che aveva cominciato 'piano' la stagione, andando in crescendo ed arrivando ai Giochi in ottima forma, tanto da conquistare tre medaglie.
Loic infatti si era già messo al collo l'argento in combinata a squadre e il bronzo in gigante, che si uniscono alle 6 medaglie Mondiali conquistati tra Cortina 21, Courchevel 23 e Saalbach 25.
SVIZZERA D'ORO - La Svizzera è tutta d'oro: oro in slalom con Meillard, oro in superg, discesa e combinata a squadre con Von Allmen, e argento-bronzo in gigante, lasciando l'oro al Brasile di Pinheiro Braathen.
E' il secondo oro olimpico della storia per la Svizzera, dopo quello di Edi Reinalter a St.Moritz '48.
GSTREIN ARGENTO, KRISTOFFERSEN BRONZO - Loic legittima il tutto con il miglior tempo nella seconda manche, a pari merito con la vera sorpresa di giornata, l'austriaco Fabio Gstrein che sceso con il #12 aveva chiuso al terzo posto la prima manche, e con il miglior tempo nella seconda e l'errore di McGrath va a prendersi una meritata medaglia.
Prima medaglia per lui e seconda per l'Austria (doppio argento a squadre Feller / Kriechmayr), con tutta la pressione che possiamo immaginare avesse per questa gara.
Meillard parte con 35 centesimi su Gstrein e arriva a metà manche in ritardo per poi recuperare sul finale e chiudere in luce verde.
Bronzo al collo di Kristoffersen - mai domo - che ha il merito di crederci e fare il terzo tempo di manche (a +0.13 dai due) e recuperare così tre posizioni fino alla medaglia.
Manche splendida di Henrik e meritata terza medaglia olimpica in carriera dopo il bronzo in slalom di Sochi 2014 e l'argento in gigante a PyeongChang 2018.
Kristoffersen rimane a +1.13 da Meillard, quarta posizione per Haugan a +1.42, che mantiene la posizione.
Seguono in top10 Marchant 5/o a +2.00, Nef 6/o a +2.02, Solberg 7/o a +2.13 (7 posizioni recuperate), Matt 8/o a +2.14, Strasser 9/o a +2.17, Schwarz 10/o a +2.18.
ITALIA DA RICOSTRUIRE - Il primo e unico azzurro al traguardo è Tommaso Saccardi 12/o a +2.73: lo slalomista parmense ha fatto il massimo, si è inserito in 10/a posizione con il #37, ha provato nella seconda a recuperare qualcosa ma è rimasto imbrigliato nella tracciatura asfittica del coach dei francesi, ed ha commesso un errore grave, ma è riuscito comunque ad entrare nei top15 conquistando punti per la WCSL di slalom e migliorare così il suo pettorale.
"Sono molto contento, erano le mie prime Olimpiadi – confessa Tommaso – Sono contento di come ho saputo gestire le tensioni, ho fatto una buona prima manche. Partendo da dietro, non avevo tensioni, nessuno mi aspettava. Sono contento, perchè erano condizioni difficile, la nevicata era forte. La pista era comunque bella, sono riuscito a spingere e a fare il tempo. Nella seconda ho voluto comunque attaccare: alle Olimpiadi bisogna sempre spingere al massimo. Sono partito con quella idea, non è andata. Bene per il dodicesimo posto finale che conta per i pettorali di partenza in Coppa del Mondo. Vado bene nei tratti meno ripidi, devo migliorare sul ripido e nelle prime porte ma ho modo di lavorarci."
Male, malissimo gli altri: Vinatzer e Sala inforcano nella prima manche, Kastlunger inforca e non si ferma, nessuno dei tre è al via nella seconda.
I PIU' DELUSI - Nello slalom maschile tanti atleti potevano ambire alla medaglia, lo dice la classifica continuamente rivoluzionata e i risultati ottenuti in stagione: tra i principali protagonisti male Rassat (fuori nella prima), Pinheiro Braathen (fuori nella prima), Hallberg (fuori nella prima), Feller (fuori nella prima), Noel (fuori nella seconda), Amiez (18/o a 4 secondi)
Si chiude così il programma dello sci alpino maschile ai Giochi di Milano-Cortina 2026, il Circo riparte sabato 28 con la discesa di Garmisch.
(lunedì 16 febbraio 2026)



