Kristoffersen: "E' stato come guidare sul ghiaccio con le gomme estive"
Le ultime due settimane di Henrik Kristoffersen sono state piuttosto turbolente: torniamo ad Adelboden dove il campione norvegese ha conquistato un quinto posto in gigante e un terzo podio in slalom.
Il Circo fa poi tappa a Wengen, dove Henrik gareggia solo in slalom, la domenica sulla tradizionale Maennlichen: dopo la prima manche è secondo a 4 decimi da McGrath, nella seconda perde una posizione, chiude terzo, ma conquista un traguardo incredibile e forse troppo poco celebrato, ovvero il podio n.100 in Coppa del Mondo. Anche Odermatt è a quota 100, più di loro solo Girardelli a 101, Hirscher a 138 e Stenmark a 163.
Ma sia dopo la ricognizione che al termine della gara elvetica Henrik si è a lungo lamentato per la preparazione della pista elvetica, si è sfogato coi media dicendo che le condizioni della pista era troppo diverse tra le varie sezioni, una più soffice, l'altra più scivolo, l'altra con neve molto aggressiva, dunque condizioni molto insicure.
Henrik aveva anche dichiarato che tra lui e Markus Waldner, Race Director dello sci alpino, era tutto okay: i due infatti si sono scontrati più volte in passato proprio per le dichiarazioni 'forti' di Henrik.
Tutto risolto? No, infatti alla riunione dei capitani del giorno precedente allo slalom di Kitz, Waldner ha ammonito Kristoffersen, dicendo che la prossima volta avrebbe ricevuto una penalità pesante.
Nel frattempo, subito dopo Wengen, insieme alla moglie Tonje ha annunciato via social che diventerà padre per la seconda volta, mostrando il primo figlio, di due anni, vicino a una piccola tutina e una ecografia.
E infine arriviamo a martedì sera, a Schladming, dove era in programma il gigante notturno, su una 'Planai' visivamente ghiacciatissima: e anche in questo caso Henrik non è riuscito a nascondere il suo disappunto dopo il 19/o tempo a oltre due secondi da Braathen.
"Non so se ridere o piangere - ha detto Henrik alla TV norvegese - ma dopo Wengen non posso dire di più. Waldner mi ha messo la museruola. E' ridicolo. Non ho mai gareggiato in gigante in Coppa del Mondo su un pendio così scivoloso. E' come guidare sul ghiaccio con le gomme estive. Potete immaginarvi...Ma non posso dire di più in pubblico, sfortunatamente."
E poi ha aggiunto: "di solito le persone dicono 'buona fortuna', ma qui non c'entra la fortuna, qui bisogna pregare".
Pare che Henrik abbia anche preso in considerazione l'idea di non gareggiare nella seconda manche, non è chiaro se per protesta o per evitare di farsi male.
C'è da dire che anche gli altri norvegesi si sono uniti al coro, come McGrath "continuavo a perdere grip, i miei sci continuavano a scivolare via sotto di me. Il settimo posto più difficile della mia carriera, non ricorso l'ultima volta che mi son sentito così male sugli sci", oppure Braathen: "era impossibile sentirsi bene. E' stata una guerra da cima a fondo." E Haugan: "è l'edizione più ghiacciata che abbia mai visto. La pista è tirata come uno specchio, come una pista da pattinaggio, scivolosissima."
Infine, intervistato sempre dalla TV norvegese, Waldner ha negato: "Non ho mai detto che qualcuno non possa dire quello che pensa. Tutti possono esprimere le loro opinioni, ma è il modo in cui le esprimi, non bisogna essere aggressivi."
E sulle condizioni della 'Planai' aggiunge: "Henrik aveva ragione a Wengen, c'erano tre differenti condizioni di neve, ma qui erano le stesse da cima a fondo."
I meno giovani ricorderanno le polemiche Tomba-Hujara, culminate nella seconda manche dello slalom di Kranjska Gora del 1998 quando Alberto (secondo dopo la prima manche) si rifiutò di correre la seconda manche perchè durante la ricognizione aveva valutato che la pista era troppo rovinata e aveva chiesto l'inversione dei 15 anzichè dei 30 (allora permessa dal regolamento). Ma Hujara gli rispose che era lui a rovinare la pista a furia di "testarla" minacciando di squalificarlo, al che Alberto decise di andarsene.
(mercoledì 28 gennaio 2026)








