50 anni dall'oro olimpico di Piero Gros ad Innsbruck '76
Il 14 febbraio 1976 il mondo dello sci scopriva il volto tenace di un ventunenne di Sauze d’Oulx capace di domare la bufera e il ghiaccio dell'Axamer Lizum. Sabato 14 febbraio 2026, a cinquant’anni esatti da quel trionfo che consegnò all’Italia una storica doppietta olimpica in slalom speciale, Piero Gros è tornato nel cuore pulsante del Tirolo per riabbracciare le "sue" montagne.
La cronaca di quel sabato del '76 parla di una visibilità ridotta al minimo e di una neve incessante che copriva le sessantadue porte del tracciato Birgitzkoepfel. Gros, allora detentore della Coppa del Mondo generale 1973/74, scese con una furia agonistica che gli permise di infliggere distacchi abissali agli avversari nella seconda manche superando il compagno di squadra Gustav Thoeni, medaglia d’argento, e resistendo alla pressione del fuoriclasse svedese Ingemar Stenmark, uscito durante il recupero. Fu l'ultima grande vittoria della carriera di "Pierino", un oro che ancora oggi rappresenta uno dei vertici tecnici più alti dello slalom speciale moderno.
L'evento dei giorni scorsi ha visto Gros scivolare nuovamente lungo i pendii dell'Axamer Lizum, oggi dotata di nove impianti di risalita e quaranta chilometri di piste perfettamente preparate. Accanto a lui, un’altra protagonista di quell’edizione, la canadese Kathy Kreiner, oro in gigante, a testimonianza di come Innsbruck sappia custodire e valorizzare il proprio Dna olimpico. La giornata ha offerto l'occasione per riflettere sull'evoluzione delle sedi storiche, dal trampolino del Bergisel alla pista di Igls, simboli di una regione che continua a investire nella ricerca e nella sostenibilità dei grandi eventi sportivi.
(giovedì 26 febbraio 2026)












