Lara Gut-Behrami chiude la carriera
Il caldo e l'afa che attanagliano l'Italia e l'Europa, e in un giorno così, lontano dalle sensazioni del freddo, della neve, dello sci, Lara Gut-Behrami comunica che no, non andrà in Cile con le compagne per preparare la prossima stagione, perchè si ritira.
La 35enne campionessa ticinese, amatissima anche in Italia, lo fa con una lettera, lo fa dopo aver testato il suo ginocchio sinistro, lo fa dopo 395 pettorali indossati in Coppa del Mondo, dopo una carriera a dir poco straordinaria.
Un ritiro che arriva 10 mesi l'incidente di Copper Mountain, all'inizio di una stagione olimpica che a Soelden l'aveva vista ancora una volta protagonista, terza e sul podio ancora una volta.
Ma il 20 novembre 2025 l'allenamento di Copper Mountain si conclude in barella, ultimo di una lunga serie di infortuni, anche gravi, che per fortuna non le hanno impedito di raggiungere vette agonistiche altissime.
48 vittorie, di cui 24 in superg, 13 in discese e 10 in gigante (in doppia cifra su tre discipline), cui si aggiunge una combinata, e poi due Sfere di Cristallo assolute, nel 2016 e 2024, sei coppe di superg e una di gigante, poi l'oro olimpico a Pechino 2022, e altri due bronzi ai Giochi. E poi nove medaglie mondiali, tra cui l'oro in gigante e superg a Cortina 2021.
Ci sono tanti temi da approfondire, ma lasciamo a Lara stessa la parola:
Qualcosa si è concluso.
E come si possono tradurre in parole emozioni così profonde?
Forse lo si capisce davvero quando gli obiettivi, la ricerca continua del miglioramento, lasciano spazio alla felicità, alla pienezza interiore, alla capacità di misurare il cammino percorso.
Ricordo il mio primo podio a Saint Moritz, dopo essere caduta sul traguardo. Durante la cerimonia della sera fui travolta da un vortice di emozioni: l’incredulità, una gioia immensa, mescolata a un lieve senso di smarrimento. Ero felice e spensierata.
Lo scorso ottobre, a Soelden, le emozioni erano ancora più profonde. Alla felicità e alla soddisfazione che avevo provato nel 2008 si erano aggiunte la consapevolezza del percorso compiuto e l’orgoglio per tutta la strada fatta. Era una felicità più matura, più completa.
Ho avuto la fortuna e l’onore di vivere una carriera lunghissima e intensa, di esprimere i miei sogni e le mie aspirazioni attraverso il mio modo di sciare, di affrontare questo viaggio accanto a persone straordinarie.
Quella sensazione di assoluta libertà sulla neve non mi ha mai abbandonata. C’era già quando ero bambina, mi ha accompagnata da atleta e continuerà a far parte della mia vita.
Mi considero anche molto fortunata per poter fare questa scelta. Dopo quasi vent’anni di sport ad altissimo livello, nonostante le cadute e gli infortuni, non soffro di alcun dolore cronico. E non voglio arrivare a soffrirne.
Anche per questo so che è arrivato il momento. Il momento di smettere di ostinarmi a voler superare i miei limiti a ogni costo, di imporre al mio corpo determinati ritmi e determinate fatiche.
Per me lo sci rappresenta qualcosa di magico e naturale.
Costringere il mio corpo e la mia mente a sopportare e gestire il dolore significherebbe offuscare l’immagine che custodisco dentro di me di tutto ciò che ho vissuto con tanta passione.
L’elenco dei ricordi è infinito. Soltanto oggi riesco a rendermene pienamente conto e ad assaporarli.
Per anni ho lavorato senza sosta con un solo obiettivo: eccellere e vincere. Oggi provo soltanto una profonda felicità e mi emoziona rendermi conto di quanto tutto questo sia stato bello.
Grazie papà per essere sempre stato al mio fianco, dal primo all’ultimo giorno. Mi hai insegnato a cercare le soluzioni invece di vedere montagne di problemi.
Grazie mamma per averci seguiti anche nelle avventure più folli e per essere sempre stata la mia mamma, in qualunque circostanza.
Grazie Jan. Sei il miglior fratellino del mondo. Mi hai sempre sostenuta e incoraggiata.
Grazie Valon, amore mio. La vita accanto a te è straordinaria.
Grazie a tutte le persone che hanno fatto parte di questo percorso.
Grazie a chi era davanti alla televisione e ha vissuto ogni emozione insieme a me.
Grazie agli allenatori che hanno sostenuto mio padre e hanno lottato per me.
Grazie a chi, a volte senza che io lo sapessi, ha fatto qualcosa per permettermi di sciare.
Grazie ai bambini che sognano di fare sport e ai genitori che li accompagnano.
Grazie per aver fatto parte di questo viaggio straordinario.
Grazie a tutte le persone che amano lo sport e vivono per esso.
Credo che nella vita ci sia un tempo per ogni cosa. Oggi so che per me è arrivato il momento di non indossare più un pettorale e di non prendere più il via di una gara.
Non vedo l’ora di continuare a sciare. E sono felice così.
Lara
(mercoledì 5 agosto 2026)











