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Knauss, Re nel tempio di Adelboden



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Il simpatico Hans Knauss, torna alla vittoria in Coppa del Mondo. Il teatro del trionfo è di quelli speciali: il Kuonisbergli di Adelboden è la pista per eccellenza del gigante; infatti qui, non hanno la meglio atleti qualsiasi. Sul tracciato elvetico, si impongono esclusivamente assi, miti, pezzi da novanta. Hans, non a caso, non è un atleta qualsiasi, bensì un campione ed un personaggio del circo bianco: dapprima grande gigantista, poi polivalente sopraffino e (dopo un infortunio) tornato a brillare come gigantista abbandonando le libere. Ad Adelboden vince chi sbaglia di meno: impossibile pennellare due manche senza errori, sbavature, distrazioni. Il Kuonisbergli non lascia respiro. Tanti i cambi di pendenza (in primis il ripidissimo muro finale preceduto da una “lunga” in contropendenza), tanti i dossi che possono sorprendere i poveri gigantisti da un momento all’altro, assai ripida la pendenza della pista, e per questa edizione ci si è messa anche la neve: dura e piena di lastre di ghiaccio. Sul muro finale, fanno quasi tenerezza gli addetti alla stampa, i fotografi e a volte gli allenatori, che non riescono a stare in piedi dal ghiaccio vivo e dalla pendenza. A sostenere i protagonisti delle porte larghe, 20.000 tifosi che hanno trasformato il parterre di arrivo in un vero e proprio stadio di calcio. In più, c’è anche il sole che brilla su questa valle svizzera, che con l’Alta Badia rappresenta il tempio dello slalom gigante. Altra nota importante, e per certi versi la notizia del giorno, è il ritorno alle gare del mito Hermann Maier (3 delle sue 41 vittorie qui ad Adelboden). Qualcuno (senz’altro esagerando) lo dava in forma e in grado di concludere fra i primi. Da par suo, Herminator, puntava ad entrare nei 30 e ad accedere alla seconda manche. Finirà 31°, escluso dalla seconda sessione dalla discesa del giovane canadese Julien Cosineau (sorprendente 12° al termine), pagando tre secondi dal mattatore della prima manche Didier Cuche (l’elvetico - preceduto da Benny Raich – uscirà nella seconda). Maier ha attaccato come un forsennato le prime 5-6 porte, ma dopo la neve dura e le continue gobbe lo hanno sfiancato: è comunque stata una grande prova di carattere e coraggio la sua, visto l’infortunio che in un primo momento gli aveva fatto temere l’amputazione della gamba. 2°, a pochi centesimi, l’eroe di casa Miki Von Grunigen e 3° un grandissimo Aamodt: Kjetil Andrè è sempre tra i primi della classe ed in classifica generale rosicchia 60 punti ai primattori Bode Miller e Stefan Eberharter, oggi entrambi usciti malamente. Grande il “Ragioniere” norvegese, da dieci anni sui podi di coppa in tutte le specialità. Un altro norvegese che sta facendo passi da gigante è Truls Ove Karlsen, ottimo 6°. E gli azzurri? La solita sfortuna attanaglia Max Blardone: l’Ossolano prima del muro finale era in vantaggio, e questa volta almeno il podio non glielo toglieva nessuno. Attacca, si inclina e sta per scivolare via. Finirà 8°, comunque un altro buon risultato da mettere in cascina. Per l’allegra banda di Flavio Roda anche un più che discreto 15° posto per Alessandro Roberto. Sbagliano invece nella seconda Arnold Rieder e Peter Fill: Rieder aveva concluso nei dieci la prima (terminerà 16°), e Fill (finirà 23°) stava per deragliare a causa della smania di attaccare sempre e comunque. Il ventenne di Castelrotto, tuttavia, dimostra di saperci proprio fare: è sempre a ridosso dei 15, vuoi in gigante, in libera ed in super-g. Ora tutti a Wengen. Da venerdì due discese, uno slalom e la combinata: Miller, Eberharter e ci mettiamo anche Aamodt, si inizieranno a giocare il trionfo finale. Ci sarà da divertirsi.
(martedì 14 gennaio 2003)



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