(da fisi.org) Manfred Moelgg si avvia a cominciare la tredicesima stagione completa al via della Coppa del mondo e continua a essere un punto di riferimento per i compagni nelle discipline tecniche con le sue 219 presenze al cancelletto di partenza della Coppa del mondo, due vittorie, diciassette podi complessivi, un vittoria nella classifica di slalom e due medaglie iridate. Reduce dalla trasferta sudamericana di Ushuaia, il trentatrenne finanziere di San Vigilio di Marebbe conferma la sua ferma volontà di tornare al top nelle due specialità che gli hanno regalato fama e gloria. "Dopo due anni in cui sono stato costretto una volta a fermarmi a causa di un problema fisico e l'altra addirittura a saltare il viaggio in Argentina per la rottura del tendine d'achille, stavolta sono riuscito a svolgere un ciclo completo ed è importante - spiega -. Fisicamente mi sento bene, ho lavorato tantissimo sia in slalom che in gigante".
Ed è propria questa ultima specialità che richiede maggiore attenzione: "l'anno passato ho disputato appena tre gare fra le porte larghe e per questo motivo sono sceso al numero 60 nell'ordine di partenza. Chiaramente mi manca ancora un po' di lavoro, ma penso di essere ancora competitivo ad alto livello, posso puntare a rientrare nei 15 in entrambe le discipline. Avremo ancora un mese per preparare al meglio l'esordio di Soelden, poi ci ritufferemo nello slalom per la gara di Levi di metà novembre. A Ushuaia mi sono divertito molto con i ragazzi, il clima è positivo e punto a continuare per molte altre stagioni, mi sento un punto di riferimento per i compagni grazie alla mia esperienza, vado avanti per la mia strada e sono sicuro di togliermi altre soddisfazioni in futuro."
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1 | lbrtg il 22/09/2015 22:27:30
E allora "dacci dentro", vecchio Manni![;)]
2 | JeanNoelAugert il 23/09/2015 23:00:45
Serio e concreto, bello da vedere sciare.
Purtroppo nelle ultime due stagioni, i tempi non corrispondevano più alla statura dell'atleta.
Gli auguro una stagione completa, senza infortuni, dove possa esprimere tutto quello che gli rimane. Poi lo vedo bene e a lungo davvero come un punto di riferimento nell'ambiente azzurro.
Go Manni Go !