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Andrea Massi: "Non credo nei team nazionali!"

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Maze T.
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commenti 35 Commenti icona rss

LIVE DA SOELDEN - Ha le idee chiare Andrea Massi, il tecnico, manager e quant'altro di Tina Maze, sullo sci di oggi, incontrato ieri sera al termine del Milka Day all'Hotel Bergland di Soelden.

Sempre disponibile e sempre pronto a dire la sua sul circo bianco, il tecnico goriziano non si è sottratto nemmeno ieri ed è andato un po' a ruota libera su alcuni temi legati al mondo dello sci, in particolar modo quello sulle nazionali.  "Non credo nelle squadre nazionali e negli allenamenti di squadra così come sono effettuati oggi. Per me gli sport di squadra sono il basket, il calcio o la pallavolo. Lo sci deve restare uno sport individuale come il nuoto o l'atletica. Quando qualche collega di altre nazioni o atleta mi racconta che sono andati ad allenarsi da qualche parte tutti insieme, io rispondo così: siete andati a fare delle settimane bianche". 

Gli chiediamo allora, in modo provocatorio, se il giorno che non dovesse più allenare Tina, non potrebbe pensare ad allenare una squadra come l'Italia, o la Svizzera o l'Austria?

"Quando finirò con Tina mi comprerò un pezzo di terra e mi metterò ad ararla con un trattore! Scherzi a parte, per me le squadre non hanno più senso ad esistere, o quanto meno come sono strutturate oggi la maggior parte delle nazionali. Un discorso a parte merita l'Austria: li le cose sono leggermente diverse. Pe me i team personali sono l'unica strada del futuro, del resto: Alberto Tomba docet.....ed è sempre stato così da allora in avanti, vedi anche la Compagnoni, o la Kostner, Miller e lo stesso Hirscher. Naturalmente uno, oltre ad allenarsi, deve anche avere del talento se vuole emergere. Anche TIna si allena tantissimo, ma i risultati che ha avuto sono merito anche del suo talento. Senza quello non si va da nessuna parte".

La visione di Massi che ci da dello sci che dovrebbe essere è un po' la stessa che ha chi vi scrive. Lo sci deve assomigliare sempre più al tennis o al golf professionistico. Ci si allena e si partecipa alla coppa del mondo, scegliendosi le gare a cui andare, come fanno i tennisti o i golfisti con i tornei, e poi solo in occasione dei Mondiali o dell'Olimpiade entrano in ballo le nazionali che selezionano i propri atleti. Secondo il tecnico italiano si potrebbe pensare anche a dei team sponsorizzati, ma le squadre nazionali in coppa del mondo vanno abolite. Naturalmente diciamo noi: Fis permettendo!!!


(venerdì 25 ottobre 2013)



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    Tutt i commenti disponibili:
    1 | Lucas il 25/10/2013 14.01.11
    Partirò dal fondo: a mio avviso il paragone con il tennis o il golf non regge minimamente! A meno di trasformare il circuito in qualcosa di totalmente diverso, senza cioè la sfera di cristallo o le varie coppette in palio, ma solo con una serie di gare di importanza variabile, con alcuni appuntamenti clou per ogni disciplina, paragonabili in qualche modo, ma davvero "in qualche modo", ai tornei dello Slam. Per il resto, della questione abbiamo discusso più volte e credo che ognuno rimanga della sua opinione. A me, per esempio, lo sci piace così com'è e certamente mi attrarrebbe molto meno se si trasformasse in qualcosa tipo Formula 1 con il team A, il team B e via dicendo. E forse non ci si rende conto che si tratterebbe di una rivoluzione epocale... sarebbe il grande pubblico pronto ad accettarla? Non ne sono così sicuro! Eppoi, parliamoci chiaro, un simile gruppo di lavoro quante possibilità darebbe di emergere davvero a uno sciatore normale o semplicemente meno dotato?? Tutto ruoterebbe intorno ai grandi campioni e alle loro esigenze e gli altri sarebbero giocoforza costretti ad adeguarsi... ubi maior minor cessat! Peraltro i team privati per questo o quell'atleta sono sempre esistiti e non ci trovo nulla di male, a patto che, stante l'attuale situazione, ci siano anche delle sedute di lavoro comune con i propri connazionali, cosa che purtroppo si verifica molto di rado (basti ricordare cosa avveniva, o meglio non avveniva con Alberto o Deborah).
    2 | Lucas il 25/10/2013 14.58.03
    Una precisazione: io mi sono soffermato solo sui team privati modello Formula 1 perchè ritengo pura utopia pensare di poter dar vita a un circuito dove ogni atleta abbia un proprio gruppo di lavoro! Ma quanti atleti potrebbero permetterselo?? Allora facciamo solo gare con una decina di superstar e sai che bella varietà. Eppoi questi campionissimi agli inizi della carriera come dovrebbero fare?? Sperare che qualcuno li noti chissà dove e investa a scatola chiusa su di loro?? Oppure sperare in una famiglia super facoltosa che ingaggi questo o quel tecnico, preparatore, skiman?? Il signor Massi mi pare che dovrebbe guardare un po' più al di là di Tina, che tra l'altro è unica...
    3 | humdrum il 25/10/2013 15.25.38
    concordo al 100% con luxas
    4 | Katunga il 25/10/2013 16.11.47
    @Lucas: non so cosa avvenisse (o non avvenisse) con Tomba, ma so della Compagnoni. La sua fu una scelta costretta, se avesse potuto avrebbe continuato nel gruppo: le piaceva. Purtroppo però le sue ginocchia non glielo permettevano, le sedute in pista dovevano essere mirate, poche discese, colloquio con il tecnico al termine di ognuna e poi video. Lo stesso valeva per la preparazione a secco. Non poteva reggere il carico di lavoro delle altre nei ritiri collegiale, lei lavorava in palestra per potenziare la parte superiore del corpo e molto in piscina per potenziare le gambe, con l'acqua a sorreggerla per non affaticare le ginocchia. Ovvio che era un lavoro particolare, mirato e non condivisibile con il gruppo. Comunque lei ha sempre lavorato con il gruppo nelle trasferte in Sudamerica in estate e nelle località delle gare quando c'era il tempo per farlo, specialmente ina Usa, Canada e Paesi Nordici, ovviamente sempre a modo suo: poche discese.
    5 | Ciclone il 25/10/2013 16.13.06
    Andrea Massi ha ragione da vendere. I Team nazionali non hanno più ragione di esistere, ben vengano le squadre “private” come avviene in moltissimi sport. La CdM ha bisogno di essere “modernizzata”, riconoscendo maggior valore alle specialità (basta con il chiamare “coppette” il titolo in una disciplina) ed una fase finale riservata ai primi 5/10 di ogni specialità per assegnare il titolo assoluto. La prova che il sistema così non funziona sono i pochissimi gli spettatori che vanno a vedere le gare di sci alpino (Austria a parte) ed i pochissimi interessati allo sci agonistico; anche in questo forum leggo sempre meno commenti e sempre dalle stesse persone. Purtroppo in questo momento di crisi sarebbe molto difficile trovare sponsor (anche di settori estranei al mondo della neve) disposti a spendere ed investire in un movimento che ha poca visibilità e sta perdendo spettatori e praticanti. Per le Olimpiadi e i Campionati del Mondo invece gli atleti correrebbero sotto la loro bandiera. In casa FIS poi sono confusi, ho sentito dire che sulle sciancrature vogliono fare retromarcia … sarà vero?
    6 | Lucas il 25/10/2013 16.31.27
    Beh Ciclone, i team privati non per singolo atleta -che, te lo sottolineo, non sono esattamente la prima opzione di Massi- sono un qualcosa di realizzabile, rimane il fatto che, lo ripeto, rischierebbero di essere oltremodo penalizzanti per tutti coloro che fuoriclasse non sono. E a me non piacerebbero, ma questa è solo un'opinione personale, ovviamente. [;)] Poi ti faccio una domanda: tu dici che c'è poco seguito (che poi non è sempre così vero), ebbene sei davvero convinto che facendo una rivoluzione, anche nella formula, il numero di spettatori aumenterebbe di botto?? Cambiare radicalmente la fisionomia di uno sport non è affare da poco: la gente avrebbe bisogno di abituarvisi e la cosa potrebbe anche non piacere!
    7 | Lucas il 25/10/2013 16.37.05
    @Katunga: hai ragione, Deborah aveva i suoi bei problemi ed è altrettanto vero che gli allenamenti comuni per lei sono stati un pò più frequenti che per Alberto! Ma il mio era un discorso generale, relativo alla possibilità di far allenare un campionissimo, quando possibile, coi compagni di squadra, onde dare a questi ultimi un'opportunità di confronto e di crescita.
    8 | Ciclone il 25/10/2013 16.57.33
    Secondo me si dovrebbe superare la logica della squadra nazionale e formare dei team che “ingaggiano” atleti di varie nazionalità , investendo casomai su giovani emergenti che si allenerebbero con i compagni più forti. Lo sport “pro” è pieno di esempi, dove il team vive di sponsor e manager privati. La nostra nazionale campa con i gruppi militari che a loro volta campano con i nostri soldi di contribuenti. Diverso è il discorso della formula CdM: è vecchia; il regolamento privilegia la polivalenza che, a parte casi più unici che rari, NON esiste. Per quanto riguarda il pubblico che segue le gare (pochissimo in quelle maschili, inesistente in quelle femminili se non i rare eccezioni) di sicuro se le cose non cambiano non aumenterà; così come in caduta libera è il numero dei praticanti. Come ho già altrove scritto continua infatti a flettere il numero di coloro che praticano lo sci (mancanza di ricambio generazionale a fronte dell’invecchiamento della popolazione italiana), che si attesta poco oltre i 2 milioni di praticanti. Il giro d’affari complessivo del “Pianeta Neve” è crollato dal 2007/08 12,9 mld. di euro, al 2011/12 10,8 mld. di euro. E con la recessione che ci sta colpendo sarà ancora peggio.
    9 | GM1966 il 25/10/2013 18.01.13
    Bisogna anche considerare un diverso orizzonte temporale rispetto a golf e soprattutto tennis, che vengono praticati quasi tutto l'anno e dove uno può scegliere dove gareggiare. Lo sci c'è solo d'inverno e se uno sceglie solo le gare più importanti o soprattutto più remunerative, finisce per farsi vedere solo 5/10 volte all'anno.
    10 | Lucas il 25/10/2013 18.21.53
    Parlando di team privati, vorrei sottolineare una cosa (in aggiunta a quanto ho già detto). Una siffatta configurazione porterebbe ad avere anche un concetto piuttosto diverso di competizione, perchè se adesso, vivaddio, continua a prevalere l'individualità, lì invece entrerebbero prepotentemente in gioco interessi di squadra. Perchè qualsiasi proprietario/sponsor avrebbe a cuore prima di tutto la vittoria del proprio team (come del resto accade negli sport motoristici) e se nel finale ci fosse qualche atleta in grado di portar via punti pesanti al compagno messo meglio in classifica non credo proprio che tale atleta sarebbe libero di gareggiare al meglio puntando al massimo risultato. Qualcuno potrebbe obiettare che nello sci il "gioco di squadra" è più difficile che altrove, ma i sistemi ci sono eccome, dai finti infortuni, alla discesa col freno a mano tirato, fino all'errore volontario e quant'altro.. E se questi mezzucci qualche volta (per fortuna molto raramente) si sono intravisti con le squadre nazionali figuratevi cosa non succederebbe con quelle private.
    11 | Lucas il 25/10/2013 18.24.18
    Ciclone ha scritto:
    investendo casomai su giovani emergenti che si allenerebbero con i compagni più forti.
    Questo sarebbe senz'altro un punto a favore, ma io continuo a vedere anche diversi aspetti negativi
    12 | jos235 il 25/10/2013 19.42.57
    mah, penso che quello delle squadre nazionali / team privati sia un problema che riguardi più gli addetti ai lavori e gli atleti, non penso possa influire più di tanto sulla popolarità in generale di questo sport. Anche la Carving Cup è organizzata in team privati, non mi sembra abbia molta più popolarità dello sci alpino classico. Il problema in Italia (almeno finchè non c'è un campione alla Tomba che vince tutto) è che in generale manca proprio una cultura generale di questo sport, almeno nelle grandi città dove sfortunatamente risiede la stramaggioranza della popolazione. In Austria o Svizzera il discorso è ben diverso e gli spettatori ci sono. E purtroppo col trattamento che riceve lo sci sui media nostrani (sulla carta stampata soprattutto ma anche sulla tv) sarà difficile che da noi riceva un'impennata di popolarità. Dico sulla tv perchè anche se è vero che la rai trasmette ormai da parecchie stagioni tutte le gare, è anche vero che lo fa su raisport che in molte zone ancora non si vede (e chissà se mai si vedrà). Guarda caso queste zone spesso sono proprio quelle di montagna che sono l'unico bacino che può fornire praticanti continuativi allo sci, inteso sci come sport e non come turismo, perchè chi abita lontano dalle piste a meno di grossissimi sacrifici al massimo al massimo al turismo può aspirare (io vedo sempre più imbranati a rendere pericolose le piste, sarà anche vero che le gare non sono popolari ma per il resto tutta sta crisi non la vedo sinceramente? Ma forse sbaglio io. Discorso popolarità a parte, vedo svantaggi e vantaggi in entrambi i sistemi, non penso che comunque basti questo per far diventare lo sci uno sport ricco. E se poi poco poco lo sci cominciasse grazie ai soldi a diventare a circolo chiuso come la formula uno o la motogp, dove gira e rigira vedi sempre le stesse facce per anni fino a sopraggiunti limiti di età, e dove le possibilità di vittoria sono solo per chi ha più peso contrattuale, personalmente cambierei subito canale. Mica è detto che debba succedere ma col secondo sistema il rischio c'è [:D]
    13 | quilodico il 25/10/2013 23.44.06
    Argomento interessante. Superare le squadre nazionali? Se muoviamo dal fatto che lo sci è e rimane uno sport SINGOLO e non DI SQUADRA, ci si può ragionare sopra. Completamente d'accordo poi con quanto detto nei commenti relativamente al tema "coppette". E' assurdo considerarle tali; un circuito ad hoc per ogni disciplina potrebbe essere la soluzione.
    14 | humdrum il 26/10/2013 11.31.36
    D'accordo anche io che cambiando con team privati non migliorerebbe la popolarità. Sono stato l'anno scorso a vedere a Flachau le gare ed era STRAPIENO di gente. Non è solo l'Austria: in Croazia Germania e Scandinavia le gare sono seguitissime, anche quelle femminili; e non va malaccio nemmeno in Svizzera. Non parliamo poi della Slovenia, da sempre "matta" per lo sci e per la Maze poi...
    15 | franz62 il 26/10/2013 11.46.03
    "Quando finirò con Tina mi comprerò un pezzo di terra e mi metterò ad ararla con un trattore! Scherzi a parte, per me le squadre non hanno più senso ad esistere, o quanto meno come sono strutturate oggi la maggior parte delle nazionali. Un discorso a parte merita l'Austria: li le cose sono leggermente diverse. Pe me i team personali sono l'unica strada del futuro, del resto: Alberto Tomba docet.....ed è sempre stato così da allora in avanti, vedi anche la Compagnoni, o la Kostner, Miller e lo stesso Hirscher. Naturalmente uno, oltre ad allenarsi, deve anche avere del talento se vuole emergere. Anche TIna si allena tantissimo, ma i risultati che ha avuto sono merito anche del suo talento. Senza quello non si va da nessuna parte". A parte il fatto che preferisco il mare direi che non c'è nulla da aggiungere
    16 | Lucas il 26/10/2013 11.53.29
    Eh no, Franz, aggiungi pure.[;)] Dimmi per esempio come pensi che potrebbe fare la maggior parte degli sciatori a permettersi e mantenere un team personale (oltre tutte le altre spese)... A parole son tutti bravi, ma come la Maze ce ne sono pochi...
    17 | franz62 il 26/10/2013 12.03.37
    I più scarsi come dici tu son proprio quelli che si devono arrangiare ad allenarsi da soli, motivo in più per non tenere in piedi un baraccone infinito e costoso per una decina di atleti...che si arrangino tutti.
    18 | Lucas il 26/10/2013 12.28.48
    E che circuito vedremmo allora?? Una ristrettissima elite di atleti, perlopiù di una sola nazione (inutile che dica quale), alcuni fortunati che riuscirebbero a partecipare pur senza avere i mezzi per migliorarsi e avvicinarsi al top, e moltissimi altri che non ce la farebbero mai. E tra questi ultimi, magari, anche molti potenziali talenti. Risultato: sempre le stesse facce per anni e anni, e poi il rischio, per mancanza di ricambi, che la Coppa si afflosci su se stessa e muoia. Onestamente non vedo come tutto ciò potrebbe accrescere l'interesse per lo sci o la voglia (potendo) di avviarsi verso l'agonismo.
    19 | franz62 il 26/10/2013 13.00.03
    Non penso proprio...prima di tutto si dovrebbero cambiare i parametri di partecipazione alle gare che dovrebbero essere basati sui punteggi anche a livello giovanile e non su convocazioni di squadre varie...magari vedremmo gare con duecento partecipanti e non 60 che fan comodo solo ad allenatori e organizzatori...poi quello che potrebbe succedere in assoluto non sono in grado dirlo, ho la sfera di cristallo solo per dire chi vince la coppa del mondo...mica per tutto[:D] resta il fatto che è indiscutibile quanto afferma il moroso della Maze.
    20 | Lucas il 26/10/2013 14.05.00
    Magari indiscutibile no, Franz, diciamo che è un'opinione! [;)] E la mia, lo ripeto, è che quella dei team personali non sia, in linea generale, una strada percorribile! Che poi si possa fare cambiamenti non c'è dubbio, ma, nello specifico, 200 partecipanti dai... a parte la durata, ma dall'80 al 200 forse fai prima a farli scendere su un campo di patate!! [:D] Perchè sai benissimo che ormai, con i cambiamenti climatici degli ultimi anni, accade molto più spesso di vedere piste che si sfasciano, piuttosto che il contrario.
    21 | franz62 il 26/10/2013 15.03.00
    No è indiscutibile perchè parte da un dato oggettivo certo, tutti i vincitori di Copponei e coppette sono frutto di un team privato mentre la tua affermazione che i team privati porterebbero a una coppa del mondo con quattro partecipanti è solo una tua affermazione senza nessun dato oggettivo a sostenerla[;)] Quanto al numero di partecipanti su neve artificiale puoi tranquillamente far scendere trecento atleti....poi non ho detto che debbano essere 300... ho detto di cominciare a togliere i paletti per cui devono essere 60 invece di dire che sarebbero 30 senza le squadre nazionali.[;)]
    22 | Lucas il 26/10/2013 16.21.24
    Scusa Franz, mi sembra che si stia un po' sviando dal nocciolo della questione, che non è se il team personale possa funzionare o meno, ma piuttosto se tale modello è applicabile, soprattutto dal punto di vista economico, a qualsivoglia sciatore. E non mi pare che ci sia nessuna dimostrazione in proposito! [;)] Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, più o meno tutti gli sciatori a cui alludi si sono formati in seno alle squadre nazionali e solo a un certo punto della carriera hanno scelto, potendoselo permettere, di affidarsi a un team privato personale.
    23 | franz62 il 26/10/2013 16.30.27
    Tutti gli sciatori esistenti vincenti si sono formati con il loro allenatore, in tanti casi persino genitore...le squadre nazionali sono un contorno burocratico. Qualsivoglia sciatore del giorno d'oggi è semplicemente di famiglia benestante altrimenti manco si sogna di poter andare in giro a far garette nemmeno a 8 anni... (Ti rispondo ogni ora abbondante perché c'è Bianca piagnucolante con l'influenza...per cui guardo il pc quando capita)
    24 | Lucas il 26/10/2013 17.06.56
    Dai Franz, forse non ho usato il termine più adatto, ma hai capito cosa voglio dire.[;)] E cioè che a un certo livello quegli sciatori sono giunti all'interno della propria nazionale, godendo comunque di un certo supporto in vari aspetti, non ultimo quello economico. Tra l'altro credo che, per crescere e migliorare, un confronto continuo coi compagni non possa far altro che bene, poi se arrivi al top il discorso può anche cambiare e magari un team ad hoc rappresenta, talvolta, la soluzione migliore. Che poi per pensare di praticare sci a livello agonistico qualche soldino da parte ci debba essere è ovvio (a maggior ragione se non si hanno le montagne a tiro), altrimenti non si comincia nemmeno! Ma se a questo dovessimo aggiungere pure l'incombenza di dotarsi di un team personale professionale -si parla sempre di certi livelli, ovviamente- penso proprio che lo sci diverrebbe uno sport sempre più elitario, davvero alla portata di pochi fortunati. P.S. Non preoccuparti, un bacino alla piccola!! [:)]
    25 | franz62 il 26/10/2013 21.11.31
    Lucas non ti pare ovvio che esistendo le nazionali gli atleti di oggi siano cresciuti all'interno delle nazionali? Il concetto è che potrebbero esserci gli stessi atleti senza le nazionali e quelli più vincenti sono comunque seguiti singolarmente con è ovvio che sia in uno sport non di squadra. Il confronto continuo non è un problema perché i ghiacciai son gli stessi per tutti e ci si può confrontare come e quando si vuole senza bisogno di nessuna nazionale... Lo sci è già uno sport elitario ed è semplicemente gestito con un sacco di sprechi da parte delle federazioni...poi è uno sport, attività non indispensabile per lo stato per cui giusto che sia gestito da chi lo vuol praticare.
    26 | brunodalla il 26/10/2013 21.23.32
    mi sembra assolutamente ovvio che Massi dica quello che ha detto, visto che gestisce un team privato. credo che sia fra i pochi esperti in questo settore. ha ragione? per me si. altri diranno di no. è nell'ordine delle opinioni differenti. questo discorso è stato affrontato più e più volte qui dentro. sia i favorevoli che i contrari hanno portato contributi interessanti e validi, evidenziando pro e contro dell'una o dell'altra soluzione. però c'è un però. e bello grosso. il cambiamento verso la direzione dei team privati e l'abbandono dei team nazionali presuppone la "sparizione" della fis, o per meglio dire (sennò didibi mi accusa di polemica[:D][:D][:D]) un grosso ridimensionamento della fis riguardo all'organizzazione della coppa del mondo. è fattibile? è ipotizzabile? secondo me no, almeno nel medio periodo.
    27 | franz62 il 26/10/2013 21.33.27
    Vabbè ma che ci vuole ad abolire anche la fis?[:D] questione di soldi, lascia che finiscano anche quelli che tengono in piedi la fis[:D]
    28 | Lucas il 28/10/2013 14.06.29
    franz62 ha scritto:
    Il concetto è che potrebbero esserci gli stessi atleti senza le nazionali...
    Ecco, questo è uno dei punti su cui non concordo! Infatti non solo non penso che ci sarebbe lo stesso numero di partecipanti, ma ritengo pure che aumenterebbe il gap tra i big e tutti quelli, nelle retrovie, che riuscissero a farcela. Perchè -lo sai meglio di me- stiamo comunque parlando di sport professionistico e immaginati la differenza che potrebbe esserci, sotto tutti i punti di vista, tra il team di un Ligety o un Hirscher e quello di uno sciatore intorno al 40 o 50. Diverso il discorso per le squadre private non personali, idea che ritengo certamente realizzabile su vasta scala, anche se, come ho già spiegato, non mi piace molto e trovo controproducente in alcuni aspetti.
    29 | paradise il 29/10/2013 22.29.16
    io non la vedo molto percorribile la via del team privato. Sarebbe uno stravolgere le regole per poi magari fare la fine delle regole sui raggi (35) ecc... meravigliose vero? D' accordo sul dare maggior importanza alle coppette, ma la cdm deve rimanere piu o meno cosi come è. Team come in f1, girano troppo pochi soldi. A me personalmente non dispiace cosi come è. Le nazionali servono a far crescere i giovani campioni di domani. Se non ci fossero, avremmo 5 atleti in tutto in cdm.
    30 | Hatfjell il 30/10/2013 18.27.54
    Katunga ha scritto:
    @Lucas: non so cosa avvenisse (o non avvenisse) con Tomba, ma so della Compagnoni. La sua fu una scelta costretta, se avesse potuto avrebbe continuato nel gruppo: le piaceva. Purtroppo però le sue ginocchia non glielo permettevano, le sedute in pista dovevano essere mirate, poche discese, colloquio con il tecnico al termine di ognuna e poi video. Lo stesso valeva per la preparazione a secco. Non poteva reggere il carico di lavoro delle altre nei ritiri collegiale, lei lavorava in palestra per potenziare la parte superiore del corpo e molto in piscina per potenziare le gambe, con l'acqua a sorreggerla per non affaticare le ginocchia. Ovvio che era un lavoro particolare, mirato e non condivisibile con il gruppo. Comunque lei ha sempre lavorato con il gruppo nelle trasferte in Sudamerica in estate e nelle località delle gare quando c'era il tempo per farlo, specialmente ina Usa, Canada e Paesi Nordici, ovviamente sempre a modo suo: poche discese.
    Deborah...non oso pensare a cosa avrebbe fatto se non avesse avuto tutti quei guai alle ginocchia...con Tino ha iniziato a vincere alla grande, binomio perfetto. Non sono d'accordo con Massi, snaturare la coppa in quel modo toglierebbe fascino e interesse allo Sci. Secondo il mio modesto parere, lo sci senza coppa del mondo e senza i team nazionali non avrebbe futuro.
    31 | kaiser il 31/10/2013 5.45.03
    MAh..... in Italia la nazionale è un punto d'arrivo e non di partenza o sbaglio? Non mi pare che i vari Manfred e soci siano entrati in Nazionale a 6 anni e siano stati pagati dal contribuente per diventare campioni...... Uno inizia con lo sci club.... ergo tim privato..... se è forte va al comitato Regionale..... anche qui pagando praticamente tutto..... dopodichè se è ancora + bravo entra nel gruppo sportivo dei Carabinieri, Finanza, Polizia, Forestale ecc ecc e qui la musica comincia a cambiare...... appena dopo questo step arriva la nazionale.
    32 | cubodado il 31/10/2013 8.30.14
    A parte pochissime eccezioni, quasi mai chi esce dal giro della nazionale per finanziarsi in proprio riesce, lui e Tina sono eccezionali (ed e eccezioni) Se non vado errato, ancora adesso Tina ha anche un'inquadratura in una struttura tipo i gruppi sportivi militari e da questa riceve un piccolo stipendio (che in patri a ha sollevato qualche polemica).
    33 | Mikko il 31/10/2013 10.16.13
    Argomento interessante e di difficile soluzione: evidente che la soluzione di un circuito stile ATP del tennis può sembrare un'utopia con l'attuale assetto del mondo dello sci. E' chiaro che dovrebbe cambiare tutto, come successe negli anni '70 nel tennis. Il primo problema che vedo è l'aspetto economico: non paragonabile con i premi del tennis. E' altrettanto evidente come sia anacronistico il fatto che siano le federazioni nazionali a determinare chi può gareggiare e chi no: dovrebbro essere solo le graduatorie FIS a definire le liste di partecipazione. Ad oggi la Nazionale dello sci è una sorta di superclub (e infatti il nostro DT si comporta come un dirigente di squadra di calcio, convocamdo di fatto solo i membri del "superclub" e non come dovrebbere essere un selezionatore di vera Nazionale che attinge da tutti i club). Comunque il compromesso esiste: i team privati nel senso stretto se lo possono permettere solo una decina di big, gli altri però possono allenarsi in micro team consorziandosi e anche le federazioni possono creare i cosiddetti Centri Federali (come ne esistono in tutti gli sport italiani): gruppi di allenamento priviliegiati che però non rappresentano la Nazionale. Alla fine solo chi è avanti in graduatoria gareggia in CdM, gli altri in CE o FIS, rimanendo la Nazionale solo per le Olimpiadi. Si liberebbero risorse economiche dalle infrastrutture, diciamocelo inefficienti, delle Federazione che servono solo a giustificare la propria esistenza. Con uno slogan passiamo dall'Ottocentesco (e Novecentesco) sport delle Nazioni allo sport dei Popoli (e degli Atleti).
    34 | brunodalla il 31/10/2013 11.08.45
    interessante contributo questo, mi trovo molto d'accordo. il paragone con il tennis ci sta tutto, la strada da seguire per me è quella, vedo però ancora un grosso problema: la mancanza di unità d'intenti fra gli atleti stessi (forse condizionati proprio dalle loro federazioni?). si vedrà se riusciranno nei prossimi anni a mettersi bene d'accordo. perchè se riusciranno ad intraprendere una strada tipo quella che intrapreswe l'atp vuol dire guerra aperta contro al fis e scardinamento di interessi economici che ci vanno dietro.
    35 | franz62 il 31/10/2013 16.08.10
    Bravo Mikko, sono totalmente d'accordo, appena si realizzerà comincerò a protestare contro i centri federali[:D] ma al momento sono totalmente d'accordo. purtroppo vista la mia età credo che non arriverò a. poter rompere le [8][8] per i centri federali..



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