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lunedì 12 aprile 2021 - ore 18:55 
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Prima Pollicino poi SuperMax: grazie Blardo!

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commenti 5 Commenti icona rss

Max Blardone chiude la carriera nel giorno della festa del papà, e siamo tutti concordi, lui per primo, che sia stata la famiglia (Simona, coi figli Alessandro e Ginevra) la svolta nella sua vita di uomo e, in parte, di sportivo.

"Se penso che questo giorno lo vedevo così lontano...alla fine invece è arrivato anche per me. E' difficile ma fa della vita, è bello vivere queste emozioni - dichiara al termine della prima manche del gigante di ieri ai microfoni Raisport - Cercherò di portare a termine un'altra gara delle mie. Il ricordo più bello? Tutti i podi, tutti i buoni risultati, ma forse il più bello è l'ultimo podio, una grande impresa. Avevo sempre sognato di finire così e poterlo dedicare ai miei figli..."

Carattere forte Max, spesso polemico, spigoloso, amatissimo dai suoi ossolani, d'animo buono ma allo stesso tempo pronto a litigare con chiunque. Conflittuale con i media: a volte disponibile e lucidissimo, a volte indisponente, con 'sparate' al limite. E in squadra? In FISI per poco meno di 20 anni è stato capitano, leader e tutor, ma anche capace di isolarsi per lunghi periodi dall'ambiente.

Maniaco della forma fisica e maniacale nella preparazione atletica, è stato senza dubbio il nostro miglior gigantista nel nuovo millennio, e dunque nelle ultime 16 stagioni, che coincidono con la sua carriera.
Max vanta poco più di 100 risultati utili in CdM, arrivando a sfiorare i 4000 punti conquistati, tutti (tranne 3) tra le porte larghe del gigante. 72 volte nei top15, 60 nei top10, 25 sul podio e 7 vittorie: numeri importanti, che lo portano tra i nostri migliori interpreti di sempre, alle spalle di Alberto Tomba e Gustav Thoeni.
Nelle 3 partecipazioni Olimpiche (Salt Lake City 2002, Sestriere 2006, Vancouver 2010) e nei 7 Mondiali (dal 2001 al 2013) è arrivato al massimo 5/o, e rimane un po' il rammarico per essere mancato ai grandi eventi.

Nativo di Pallanzeno, in Val d'Ossola, nel novembre 1979, Max cresce a livello giovanile tra slalom, gigante e superg, e nel 1997 entra in nazionale C. Nel 1999 ai Mondiali Juniores di Pra Loup è oro in slalom e poco dopo argento agli Assoluti sempre in slalom.
Max è pronto per la squadra B, praticamente non passa per la Coppa Europa e Flavio Roda lo vuole in CdM per ricostruire la squadra dopo il ritiro di Tomba. Ma un infortunio alla schiena gli fa perdere tutta la stagione 2000.

Così l'esordio in CdM avviene a Soelden, nell'ottobre 2000: con un pettorale altissimo arriva 20/o, arrivano i primi punti e a dicembre in Isere arriva il 6/o posto, alla 6/a gara tra i grandi, 1 secondo da Von Gruenigen, miglior azzurro.

Nel 2002 continua a crescere sfiorando il podio in Isere e ad Adelboden, nel 2003 è ancor più costante ad alto livello chiudendo 5/o la standing finale. Finalmente nella stagione 2004, a Flachau, arriva il primo podio della carriera, 2/o dietro Raich (quante battaglie con l'austriaco!), risultato bissato un mese più tardi nella splendida Adelboden tanto che a fine anno è il terzo miglior gigantista al mondo.

Manca ancora la gioia grande, la vittoria: a Soelden 2004 è 2/o, e finalmente nel gennaio 2005, ad Adelboden, su uno dei pendii più classici e difficili, ecco il primo sigillo. Max trionfa davanti a Miller e Palander.

La stagione 2006 è stata la sua migliore di sempre: smaltita la delusione dei Mondiali di Bormio (20/o) Max parte 6/o a Soelden, 13/o a Beaver Creek, e poi, in Alta Badia, la seconda vittoria, in una pista e in una località che gli sarà sempre cara, sulla Gran Risa infatti vincerà altre due volte (2009 e 2011). E così da "Pollicino" diventa "SuperMax".

SECONDA PARTE


(domenica 20 marzo 2016)



@RIPRODUZIONE RISERVATA

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    Tutt i commenti disponibili:
    1 | Admin il 20/03/2016 14:31:13
    SECONDA PARTE A Kranjska Gora è 2/o, ad Adelboden 11/o, come alle Olimpiadi di casa, deludendo. Si ritrova con il 2/o posto di Yongpyong e arriva alle Finali di Are per giocarsi con Raich la coppa di specialità. Ha 19 punti di ritardo dall'austriaco, e al termine della prima manche è primo, la coppa virtualmente è sua, ma il Fulmine di Pitztal è a 7 centesimi, e non molla. E nella manche decisiva tira troppo il freno a mano: è 2/o, Raich vince gara e Coppa. In estate passa ad Atomic, e pensa di voler fare anche un po' di superg (ne correrà 3). La stagione parte benissimo con la vittoria a Beaver Creek, terza in carriera, mentre per una volta è proprio la Gran Risa a tradirlo (13/o). A Hinterstoder è 6/o, ma tra Adelboden (2/o) e Kranska Gora (3/o) sale due volte sul podio. Come nella stagione precedente arriva alle Finali con la possibilità di conquistare la coppa di disciplina: ha 16 punti di distacco da Svindal, 19 da Raich, e i due sono in lotta per la generale. Ancora una volta attacca a tutta e dopo la prima manche è davanti, per la seconda volta la coppa è virtualmente sua, ma scia la manche decisiva con il 18/o tempo, il secondo posto finale non basta perchè Svindal vince, e si porta a casa la coppa. A Soelden 2007 esce nella seconda mentre stava attaccando il podio, sfiorato poi a Beaver Creek. A Bad Kleinkirchheim arriva la quarta vittoria, e a Kranjska Gora un podio. Una stagione meno brillante della precedente, chiusa con il 6/o posto di specialità. Nel 2009 sale sul podio in Isere, Adelboden e Kranjska Gora, ma non trova l'acuto vincente. Durante l'estate passa a Salomon e comincia la stagione olimpica con il 4/o posto di Soelden. Digerito il passaggio a vuoto di Beaver Creek, risale sul podio in Isere, vince per la seconda volta in Badia, e sfiora il podio a Kranjska Gora. Purtroppo ai Giochi di Vancouver è solo 11/o. Nella stagione 2011 parte bene con il 7/o posto di Beaver Creek e il podio in Val d'Isere, ma in Badia sembra smarrirsi (35/o a 3 secondi da Richard) e anche nel finale di stagione fatica molto, deludendo ai Mondiali di Garmisch. Nell'estate 2011 cambiano le regole sui materiali e i raggi per lo sci da gigante. Max, ora in Dynastar, fatica a Soelden e Beaver Creek, e sembra aver imboccato una parabola discendente. Ma in Alta Badia ritorna Arciere e rinasce: recupera dalla 6/a alla 1/a posizione inserendo il turbo e disegnando una manche stratosferica. Non si ferma più: 3/o ad Adelboden, 2/o a Bansko, di nuovo vittorioso a Crans Montana. E' l'ultimo sigillo della carriera, forse uno dei più belli, battendo Marcel Hirscher sulla neve molle che non ha mai gradito. Alle Finali di Scladming butta via un ottimo risultato a poche porte dal traguardo, ma conquista comunque il podio finale di specialità dietro a Hirscher e Ligety. Nelle stagioni 2013, 2014, 2015 fa sempre più fatica a rimanere vicino ai migliori. Il suo pettorale passa dal primo gruppo al 30, rischio altissimo di partire con numeri impossibili. La scorsa estate è, di fatto, fuori squadra, "atleta di interessa nazionale": Max continua ad allenarsi (nel frattempo è passato ad Elan) con la stessa passione. A Soelden non si qualifica per la seconda manche, a Beaver Creek è 19/o, in Isere non si qualifica uscendo mestamente dai top30. Si arriva così in Badia dove Max parte con il 56: il 22/o posto suona come una vittoria, e annuncia il ritiro e la seconda paternità. Il giorno dopo, nel gigante parallelo, graffia con un bel 6/o posto. Dopo una lunga pausa dovuta alle bizze del tempo e relativi spostamenti di gare, arriviamo al 13 febbraio 2016, nell'incosueta cornice di Yuzawa Naeba, in Giappone, dove il Circus torna a far tappa dopo 10 anni. E siamo alla storia recente: 9/o dopo la prima manche Max compie una splendida rimonta fino al terzo posto, togliendosi forse la soddisfazione più grande della carriera, chiudendo al top, dedicando a sè stesso e alla sua famiglia l'ultimo podio. L'unico di questa squadra 2016 di gigante, e da fuori squadra.
    2 | GM1966 il 20/03/2016 17:31:29
    Verrà ricordato più per le sette vittorie o per le zero medaglie? Fino alla gara giapponese ero più propenso alla seconda delle ipotesi, viste anche come erano andate le ultime stagioni. Quel risultato forse lo rivaluta un po'.
    3 | brunodalla il 20/03/2016 18:34:05
    grande Max, grandissimo gigantista. come ricordato nell'articolo, in italia, dopo tomba e thoeni, c'è lui.
    4 | Wolf III il 20/03/2016 20:42:59
    Max nel cuore di chi ama lo sci come noi... grazie!
    5 | fabio farg team il 25/03/2016 22:33:14
    Grazie di tutto Max.Spero di vederlo per il parterre,e poi potrebbe fare da chioccia ai giovani gigantisti.



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