Secondo oro, terza medaglia per Anna Fenninger a questi mondiali di Beaver Creek. La campionessa austriaca domina entrambe le manche del gigante iridato e si porta a casa questo secondo oro dopo quello in super-g e l'argento in discesa. Quinta medaglia in carriera per la salisburghese ad una rassegna mondiale, la terza d'oro. E' lei dunque la regina di questo mondiale, nella giornata che vede fuori dal podio Tina Maze, autrice di due manche non certo buone complice anche forse un po' di stanchezza, finita quinta, che le costa la possibilità di ottenere uno storico record: una medaglia in ogni specialità nella stessa rassegna mondiale. A medaglia, a fare da damigelle d'onore all'austriaca, va la tedesca Viktoria Rebensburg, oro olimpico, ma mai a podio ad un mondiale in questa specialità. La tedesca è d'argento, con il miglior tempo nella seconda manche, brava a recuperare dall'undicesima piazza della mattina. Il bronzo va alla svedese Jessica Lindell-Vikarby capace di confermare il piazzamento della prima manche.
La medaglia di legno, quella della quarta, va ad una sfortunata Tina Weirather che rimane così a bocca a asciutta a questo mondiale, a precedere la grande delusa di oggi Tina Maze. Sesta e settima altre due austriache, Mikaela Kirchgasser, precipitata giù dal podio virtuale della mattina dopo un grave errore, e Kathrin Zettel. A completare il lotto delle top10 troviamo quindi, l'altra grande delusa di giornata, l'idolo di casa Mikaela Shiffrin e le altre due svedesi Maria Pietilae-Holmner e Sara Hector. Finisce 13/a la campionessa del mondo uscente Tessa Worley, mentre Lindsey Vonn saluta il mondiale casalingo con una sola medaglia all'attivo - il bronzo in super-g - e un 14/o posto finale in questo gigante.
L'Italia marca visita anche oggi. Solo in due al traguardo: Nadia Fanchini 16/a e Manuela Moelgg 20/a. Gara incolore per le due azzurre. Finisce fuori, invece, la giovane 18enne Marta Bassino, dopo l'ottavo tempo nella prima manche. La piemontese paga forse l'inesperienza rimanendo vittima dell'unico passaggio delicato della "Birds of Prey". Mondiale da archiviare al più presto, invece, per Federica Brignone, anche se per lei ci sarà ancora lo slalom speciale. L'azzurra termina la sua gara, quella dove aveva delle concrete possibilità di medaglia, già nel corso della prima manche, quando commette un grave errore di valutazione in un passaggio che poco prima era costato caro anche all'austriaca Eva Maria Brem e all'elvetica Lara Gut.
Prossimo appuntamento per le donne, sabato, con l'ultima gara del loro programma iridato: lo slalom speciale.
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Tutt i commenti disponibili:
1 | fabio farg team il 15/02/2015 20:28:31
Della Fenninger e della Lindell Vikarby,dopo la prima manche l'avevo capito che andavano a medaglia.Ma la Rebensburg è stata una sorpresa,oro olimpico ma mai un podio ai mondiali prima d'ora?Tomba fece così,eccezion fatta per Crans Montana 1987,ma era agli inizi,non era quello che è stato da Calgary 1988 in poi,tornando ai mondiali da Saalbach 1991 a dovuto aspettare a Sierra Nevada 1996 per le medaglie iridate.Tornando al gigante donne la Brignone poteva essere,la davo sicura a medaglia ma sappiamo come è andata.