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La Coppa del Gobbo - VI - Basta!!!

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Gobbo C.
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commenti 26 Commenti icona rss
Per John Kucera è il primo grave infortunio...il terzo per T.J.Lanning, un elenco di ragazzi e ragazze che, si allunga di anno in anno, rendendo sempre più necessario un profondo ed urgente intervento da parte dei RESPONSABILI TECNICI. Non è più ammissibile che, per praticare lo sport preferito, si possano subire infortuni così seri come nello sci alpino! Lo spunto doloroso per stimolare una riflessione - ma non solo quella - giunge dalla Coppa del Mondo dove, in un certo senso, i professionisti del Circo Bianco hanno la consapevolezza del rischio (devono firmare la dichiarazione liberatoria) ma non possiamo dimenticare TUTTI GLI ALTRI - giovani, giovanissimi…- che, nel loro percorso di avvicinamento al grande palcoscenico internazionale , hanno patito incidenti tali da pregiudicarne spesso il futuro. Ci ricordiamo di atleti famosi infortunati per tanto tempo, per sempre, alcuni deceduti, ma non conosciamo la reale dimensione di quanto "male" sia stato fatto nelle "retrovie" in passato...Ed è una situazione che continua ancora! Provate a chiedere agli allenatori delle squadre giovanili quanti ragazzi e ragazze non abbiano ancora avuto "problemi" con legamenti, tendini, ginocchia, tibie, peroni...! Ed allora? Semplice...bisogna "ridisegnare gli sci", bisogna cambiarli di nuovo...bisogna tornare a quei disegni di un tempo che permettevano agli atleti di "essere perdonati" un po' di più...eccetera ...eccetera! Anche Marcello Varallo, nei tratti scorrevoli, filava a 140 kilometri orari...poi però, nelle curve, la derapata gli consentiva di controllare al meglio ogni momento tecnico...Oggi non si derapa più, oggi le sciancrature ti fanno fare quello che vuoi...anzi,...con le sciancrature gli sci fanno quello che vogliono e se l'atleta, in uscita di curva non "è sopra" muscoli-tendini e legamenti si infiammano...! Tira oggi e tira domani, quando ci si spacca è un disastro! Certo, la chirurgia specialistica ha fatto passi enormi e sia nel nostro Paese, sia in Francia, in Finlandia, in Austria, nel Colorado e chissàdoveancora...si è in grado di compiere autentici miracoli di ricostruzione...ma Vi pare giusto che una ragazza come Denise Karbon e con lei tante altre e altri, debbano continuare a soffrire così tanto per poter fare quello sport che li rende più felici?
L'altezza del blocco sci-piastra-attacco-scarpone, poi, è ancora troppo grande! Credo che si debba fare un bel passo in avanti tentando di eliminare una componente, per esempio la piastra, per cercare di ritrovare la semplicità nello sci agonistico...Chi è bravo continuerà ad esserlo...
Vedendo le immagini della caduta di T.J. Lanning ho sentito crescere in me un dispiacere rabbioso, una voglia di urlare in telecronaca! Avevamo appena finito di ricordare come la "sicurezza" fosse stata accurata e attenta, tanto da trasformare la discesa in un supergigantone...ed ecco il suo volo!
Dell'incidente di Kucera non pensavamo certo che si fosse fratturato tibia e perone ! E siamo appena all'inizio della stagione!
Sono convinto che, senza decisioni importanti di chi ha in mano il bastone del potere, "questo sci alpino" perderà sempre più ascolti e partecipazione.

(martedì 1 dicembre 2009)



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    Tutt i commenti disponibili:
    1 | Frank69 il 01/12/2009 10.42.13
    Caro Carlo, mi spiace, ma non riesco ad essere d'accordo con te. Gli incidenti, purtroppo, ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Sulla geometria degli sci, come sull'altezza delle piastre, me lo insegni, sono già stati fatti passi indietro, ma l'evoluzione tecnica non può essere arrestata. Sull'incidente di Lanning, forse ci si può domandare se un po' meno di lamina con quella neve così aggressiva, avrebbe potuto limitare la spigolata, ma son sempre ragionamenti col senno del poi. Quando un ragazzo giovane o attempato, affermato o alle prime armi, si fa male dispiace a tutti, ma (secondo me) ...fa parte del gioco. Altra cosa è pretendere che i soccorsi siano effettuati in maniera competente e veloce (non come nel caso del povero Lanzi) e che le piste (anche in allenamento!) siano adeguatamente protette. Ciao, frank
    2 | brunodalla il 01/12/2009 11.13.22
    però frank, è anche vero che se l'evoluzione tecnica provoca problemi si può anche rivedere. oltre alla piastra, io resto convinto che i maggiori problemi siano da attribuire all'attacco che non si sgancia quando dovrebbe. davide labate, in un servizio al tg sugli ultimi casi di infortuni, ha detto una cosa giustissima su questo: per risolvere questo problema ci vogliono, da parte delle case costruttrici, investimenti per inventare qualcosa di nuovo. siamo sicuri che lo vogliano, in questi tempi di crisi? come al solito: un occhio in più ai bilanci piuttosto che agli atleti.
    3 | franz62 il 01/12/2009 11.33.02
    Assolutamente d'accordo con Carlo....nella discussione sulla sicurezza nemmeno ho pensato di tirare in ballo la questione perchè non penso che nessuno si sognerà mai di tornare indietro ma i carichi sulle articolazione dai tredici anni e la velocità in curva ti consumano anche se non cadi, se poi cadi proiettato da uno spigolo che era in presa invece che in derapata ti fai male da scemo senza fare in tempo ad accorgerti. Riguardo ai ragazzini direi tanti legamenti prima ancora di arrivare a far discesa.... Esempio che mi viene in mente appena vista terza la Brignone in coppa...a spanne da ovest a est mi vengono in mente ragazzine forti tre o quattro anni fa Brignone, Agnelli, Curtoni, Goggia, Agerer,Ceccato di queste sei mi pare solo Brignone e Curtoni a 18 anni senza interventi al ginocchio.
    4 | casnas il 01/12/2009 11.34.11
    Scelgo questo post per "rientrare" su Fantaski dopo una settimana di influenza b******a... mica di sci! [;)] Io concordo con Bruno... per pura sfortuna ho visto solo 5 atleti della discesa, incluso Lanning, ma non prendevo Eurosport e non ho sentito il commento; il giorno dopo ho visto sia lo slalom femminile che il superG e i commenti di Carlo, e potevo immaginarmi i commenti del giorno prima del buon Carletto... Io non credo che si debbano ri-progettare gli sci nuovamente, o meglio, non farlo attraverso regolamenti che lasciano il tempo che trovano. L'ampiezza maggiore al centro, il raggio aumentato e l'altezza diminuita di mezzo millimetro hanno cambiato poco. Si va sempre più verso uno sviluppo tecnologico dei materiali, un'evoluzione che non ha senso fermare. Avrebbe senso che le case decidessero di fermarsi e decidessero loro come farlo, ma non certo con regolamenti o altri paletti. Ma come dice Bruno, è necessario che si trovi un nuovo modo per attaccare lo sci agli attacchi. È vero che sul rettilineo si va ancora a 130-140km/h in discesa e si veleggia sui 90 in certi tratti di gigante, ma il vero problema è la curva. Con la sciata moderna non si rallenta più in curva, anzi si ricerca un'accelerata continua e una esasperata ricerca di "metter piatto lo sci" il prima possibile. Con una tecnica così affinata, dei materiali che ti permettono di tirare curve che si avrebbero paura a fare su una citycar, non si può rimanere agganciati allo sci con il metodo degli attacchi a molla ereditati dagli anni 80. Io non sono un ingegnere, sicuramente le molle e i sistemi di sganciamento hanno fatto passi da gigante, ma sono ancora troppo rozzi per garantire sicurezza: penso che il 90% degli incidenti con infortuni alle gambe (rotture di ossa/legamenti) sia dovuto al mancato sganciamento dell'attacco. Se fosse dato dall'impatto sulla neve, con un ostacolo (e per fortuna non capita quasi più), l'atterraggio da un salto in maniera scomposta.... a creare gli infortuni sarebbe tutto un altro discorso, ma qui è come se dopo una uscita di F1 ogni pilota si spacchi la gamba per uscire dalla monoposto!!
    5 | franz62 il 01/12/2009 11.40.11
    In linea di principio Casnas sono d'accordo sul discorso attacchi ma non penso sia risolvibile, li perdi se non li blocchi con le forze balorde del tutto ubriache e incostanti in gioco. Se poi gli Ing. risolvessero l'equazione delle forze ubriache vabbè...sarebbe un bel passo[:D]
    6 | lbrtg il 01/12/2009 11.43.24
    casnas ha scritto:
    Ma come dice Bruno, è necessario che si trovi un nuovo modo per attaccare lo sci agli attacchi. ......non si può rimanere agganciati allo sci con il metodo degli attacchi a molla ereditati dagli anni 80. Io non sono un ingegnere, sicuramente le molle e i sistemi di sganciamento hanno fatto passi da gigante, ma sono ancora troppo rozzi per garantire sicurezza:
    D'accordissimo. E' qui che le case devono intervenire, investendo denaro, anche se quello odierno non è il momento migliore. Però, bisogna farlo. Alla fine della storia, i meccanismi di sgancio, sono uguali a quelli di 20 anni fa.[:(]
    7 | brunodalla il 01/12/2009 11.48.53
    appunto franz, se non li tiri li perdi e al limite non finisci la gara, se li tiri troppo rischi di spaccarti tutto lo spaccabile. che cosa è meglio? bisogna mettersi in testa che ci vuole un compromesso, difficilmente raggiungibile con gli attacchi così come sono. ci vuole un qualcosa di diverso (neanche io sono ingeniere, non ho la minima idea di cosa possa essere), ma un qualcosa di diverso implica degli sforzi economici da parte delle case costruttrici. te l'immagini la rossignol, dopo che ha chiesto sacrifici ai suoi atleti, fare una cosa del genere?
    8 | franz62 il 01/12/2009 11.52.04
    Per me la strada più semplice e percorribile senza investimenti resta quella di Carlo....sciare di traverso a velocità inferiore in curva, ovvio che non si farà. Gli attacchi quarant' anni fa erano anche peggio, dritti si andava più veloci di adesso, protezioni balle di paglia e non sempre.... legamenti lesionati decisamente meno di oggi.
    9 | brunodalla il 01/12/2009 11.53.41
    ordine ragazzi[:D] franz ha ragione, forse è emglio continuare di là: http://www.fantaski.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=18188
    10 | otto piedi il 01/12/2009 11.57.53
    @ Franz ... Però si facevano altri danni, i legamenti con i carving saltano anche senza cadere! @ Bruno L'idea di agevolare "tout court" lo sgancio dello sci potrebbe essere pericolosa quanto il fatto che lo sci rimanga attaccato... Pensa agli sci che si sganciano per esempio su una Carcentina, o su un passaggio in velocità a Kitz: il corpo dello sciatore rimane in balia dell'inerzia e della forza centrifuga senza nessuna possibilità di controllo... Certo, niente torsioni ma i "voli" nelle reti o nei materassi sarebbero molto frequenti. p.s. Tentiamo di "unificare" le discussioni sulla sicurezza [;)]? Tanto per capirsi [8)]...
    11 | casnas il 01/12/2009 12.03.17
    otto piedi ha scritto: Pensa agli sci che si sganciano per esempio su Carcentina,
    Ehh poveretto!
    12 | StracchinoPolentoso il 01/12/2009 13.03.57
    Discorso sicurezza a parte, un piacere ritrovare al telefono il mitico Peter Runggaldier. Bravo Carlo.
    13 | leo85 il 01/12/2009 14.16.45
    Una cosa è sicura...che se si va avanti così, cioè che le case costruttrici non hanno intenzione di cambiare nulla nella progettazione delle varie parti (anche facendo un passo indietro se è il caso), si troveranno senza più alteti....perchè molti saranno in infermeria.... [V]
    14 | eugenio il 01/12/2009 14.20.18
    ragioniamo con un po' di criterio, ma soprattutto ragioniamo in una discussione sola, altrimenti ci perdiamo... http://www.fantaski.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=18188
    15 | larousse il 01/12/2009 15.37.55
    franz62 ha scritto: [ Brignone, Agnelli, Curtoni, Goggia, Agerer,Ceccato di queste sei mi pare solo Brignone e Curtoni a 18 anni senza interventi al ginocchio.
    anche Brignone e Agnelli,e qualche maschio, ma purtroppo troppo pochi: la stragrande maggioranza è sicuramente già segnata
    16 | magimail il 01/12/2009 17.37.03
    Penso non ci sia nulla da aggiungere a quanti mi hanno preceduto ! E la cosa più giusta l'ha detta ancora Carlo, (ma anche Bruno, Franz ecc...), per uno che si vede in tv, quanti ragazzi/e hanno abbandonato per strada? Magari nell'anno buono, magari quando ti affacci tra gli aspiranti, dove tutti spingono per arrivare sulla cima della piramide...(e qui parlo per esperienza famigliare.....[V]). Ma la Fis - mi sembra- si muove a tentoni, un po' di cose le fa perchè deve, ma se non spingi sulle Case, non c'è progresso. La settimana scorsa ho revisionato - per quel gruppo di nostalgici che fanno la gara a marzo "tappati" con la roba anni '60- un Look Nevada, 1969. Ebbene,son rimasto basito: sostanzialmente è IDENTICO nella parte meccanica al Rossignol Axial gara di oggi....o al Look P15. Una Audi A6 con gomme 155/13..... Vogliamo capire che è anche questa, una concausa? E-Frank69- invece con te non riesco ad essere assolutamente d'accordo, francamente. Perchè - come dici - il gioco è gioco, non un tiro al bersaglio. E non vedo l'evoluzione tecnica di cui parli. Ma - forse- non sei stato toccato, o sei come quelli che vanno a vedere i Rally sperando di vedere la bòtta del pilota... Scusami, se vuoi ne riparliamo pacatamente. A mio modo di pensare, la tua è una visione cinica e fatalista della competizione.
    17 | mauri_63 il 01/12/2009 21.56.16
    Concordo con magi! ed il titolo del post è davvero indicativo...
    18 | blossom il 01/12/2009 22.39.15
    sono d' accordo con voi sulla sicurezza, su questo non ci sono dubbi.... ma volevo chiedere a Carlo, che in questi casi è un computer, dato che incidenti ci sono sempre stati, in che percentuale è aumentato il numero di infortunati dal arrivo degli sci sciancrati? io non sono certissima che ci sia stato un grande aumento solo per il materiale, io credo che sia anche per l' estenuante lavoro che gli atleti fanno come preparazione a secco e non, una volta probabilmente c' era un minor stress per le articolazioni. le tracciature... gli sci da dh e sg non sono tanto sciancrati, è vero che però ti può prendere la lamina interna... ma normalmente il tuning di uno sci da dh e sg è alto.... quindi probabilmente è più colpa di tracciature e preparazioni della pista, io vedendo delle dh anche molto vecchie, mi sono sempre domandata come mai c' era poca gente che si faceva male... piste battute, se andava bene, ma con gobbe e quant' altro.... adesso sono abituati ad avere la pista barrata con ghiaccio verde, per cui anche il filo deve essere aggressivo, appena cambia tipo di neve diventa troppo aggressivo e si rischia di far prendere la lamina quando non dovrebbe. per quanto riguarda Lanning, secondo me è stata sfortuna, l' inizo dell' errore è che ha beccato un solco mentre stava per dare pressione all' esterno, ha perso il momento per premere lo sci, ed è andato ad inforcare, probabilmente gli sarebbe capitato anche con uno sci tradizionale... [xx(] poi che ci sia un sacco di piccole promesse che si perdono per infortuni, è vero, ma anche li, credo che sia per la gigantesca mole di lavoro... dopo un pò, tira oggi, tira domani.... non siamo mica l' uomo di gomma[:(][:(]
    19 | magimail il 01/12/2009 22.59.13
    Mmmmm, Blo, mi sa che in parte hai ragione anche tu. Perchè - e qui lo chiedo agli ortopedici del forum- quanto conta la "fatica" di un organo? Vedi ad esempio il progressivo aumento della rottura del tendine d'Achille, un tempo sconosciuta agli sciatori. E quanto conta la massa muscolare? Mi spiego: ormai abbiamo visto tutti con che velocità e progressione gli atleti aumentano di massa muscolare; basta vedere un ragazzo talentuoso che arriva nelle squadre maggiori, e confrontare - magari- una sua foto dell'anno prima....e po quella della stagione dopo. Avanti con la storia della pastasciutta e l'aria sanadi montagna?[}:)]. Ma il ginocchio, l'attacco di questa massa sullo snodo, mica cresce,no? Ricordate Ben Johnson, il mitico centometrista canadese? Fino a quel momento la tipologia di atleti della velocità era stata filiforme, longilinea.Pero' - con lui- capirono che quei muscoli delle gambe, se non si "collegavano" in modo più....come dire? ..robusto? alle natiche e ai dorsali, non funzionavano mica bene. E cosi'....via con la pompa da bicicletta a gonfiare! Ma il ginocchio, come lo aumenti? Scusate il modo un po' da bar nell'esposizione, ma mica è il mio lavoro, vorrei sentire, che so, Nexus?
    20 | franz62 il 01/12/2009 23.09.03
    Sono facce della stessa medaglia Magi...se togli spessori fai sci dritti e accorci gli spazi tutta quella massa ti serve solo per andar di traverso, non ti bombi più e diminuisci anche da quel lato i legamenti che saltano.
    21 | fabio farg team il 02/12/2009 0.38.20
    brunodalla ha scritto:
    però frank, è anche vero che se l'evoluzione tecnica provoca problemi si può anche rivedere. oltre alla piastra, io resto convinto che i maggiori problemi siano da attribuire all'attacco che non si sgancia quando dovrebbe. davide labate, in un servizio al tg sugli ultimi casi di infortuni, ha detto una cosa giustissima su questo: per risolvere questo problema ci vogliono, da parte delle case costruttrici, investimenti per inventare qualcosa di nuovo. siamo sicuri che lo vogliano, in questi tempi di crisi? come al solito: un occhio in più ai bilanci piuttosto che agli atleti.
    Carlo ha ragione!Bruno sono d'accordo con te in quanto scritto sopra.
    22 | fabio farg team il 02/12/2009 0.40.56
    Frank69 ha scritto:
    Altra cosa è pretendere che i soccorsi siano effettuati in maniera competente e veloce (non come nel caso del povero Lanzi) e che le piste (anche in allenamento!) siano adeguatamente protette. Ciao, frank
    Quella é la primissima cosa da pretendere!
    23 | fabio farg team il 02/12/2009 0.43.59
    casnas ha scritto:
    Io non sono un ingegnere, sicuramente le molle e i sistemi di sganciamento hanno fatto passi da gigante, ma sono ancora troppo rozzi per garantire sicurezza: penso che il 90% degli incidenti con infortuni alle gambe (rotture di ossa/legamenti) sia dovuto al mancato sganciamento dell'attacco. Se fosse dato dall'impatto sulla neve, con un ostacolo (e per fortuna non capita quasi più), l'atterraggio da un salto in maniera scomposta.... a creare gli infortuni sarebbe tutto un altro discorso, ma qui è come se dopo una uscita di F1 ogni pilota si spacchi la gamba per uscire dalla monoposto!!
    Esattissimo,giusto paragone...
    24 | CornoalleScaleForever il 02/12/2009 0.59.25
    brunodalla ha scritto:
    però frank, è anche vero che se l'evoluzione tecnica provoca problemi si può anche rivedere. oltre alla piastra, io resto convinto che i maggiori problemi siano da attribuire all'attacco che non si sgancia quando dovrebbe.
    scusate tanto .... l'attacco si sgancia, eccome se si sgancia ..... basta non "tirarlo" troppo. Fatto sta che gli agonisti "tirano" l'attacco a livelli assurdi perché, altrimenti, l'attacco si sgancerebbe per le terribili sollecitazioni cui lo sci è sottoposto in gara. Temo che il problema non abbia soluzione, almeno a breve ...
    25 | korobike il 03/12/2009 20.14.04
    Ciao a tutti, seposso dire la mia credo che non sia nè fattibile ne giusto tornare ai "vecchi tempi" con le curve in derapata, concordo piuttosto con chi sostiene la tesi della riprogettazione degli attacchi che sicuramente hanno avuto uno sviluppo tecnologico inferiore allo sci. Mi chiedo però un'altra cosa, come mai non sentiamo mai lamentele o "esternazioni" da parte degli atleti? Pensate alla motoGP e a cosa sarebbe se Valentino Rossi all'indomani della morte di Kato in Giappone non avesse gettato le basi per la nascita del comitato di sicurezza dei piloti (che ora ha un peso molto rilevante !). Credo che il feed back di un atleta professionista, di chi insomma lo sci da gara lo usa almeno 250 giorni all'anno possa valere qualcosa non solo a limare un decimo di secondo ... cosa dite voi?
    26 | brunodalla il 03/12/2009 20.30.44
    dico che l'associazione internazionale degli atleti, sullo stile di quello che è successo nelle moto, è nata da pochi mesi, e deve ancora muovere i primi passi, deve ancora capire come muoversi. di certo il fine è quello appunto di avere voce in capitolo su queste cose, altrimenti non vedo per che cosa sia nata. almeno, la mia speranza è questa. facendo un paragone, fatti i dovuti paragoni, sarebbe un pò lo stesso di quando nacque l'atp nel tennis. niki pilic, nel '79 se non sbaglio, si rifiutò di giocare un match di coppa davis, venne squalificato dalla federazione per 6 mesi, mi pare. era nel periodo appena prima di wimbledon, in circa 90 per protesta non andarono a giocare a wimbledon, e fu fondata l'ATP. pensate se una cosa del genere fosse successa dopo l'incidente di lanzinger, che effetto dirompente avrebbe avuto. solo che non è successo. ecco, io spero che la neonata associazione degli sciatori prenda questo genere di posizioni, se mai dovesse servire.



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