Federica Brignone: "E' qualcosa di incredibile"
Federica Brignone ha scritto una pagina di storia dello sci vincendo l'oro olimpico in superg, non solo per l'enorme importanza della medaglia in se, ma per il modo in cui è arrivata, 10 mesi dopo l'infortunio devastante dello scorso 3 aprile (ricordiamo: frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra)
Nei mesi scorsi abbiamo seguito il suo recupero, il suo lavoro, i piccoli passi ma anche i problemi, le interviste, i messaggi.
Lei ci credeva, ma in pochi con lei perchè era facile pensare: non tornerà mai come prima, per chi aveva ancora negli occhi il trionfo in Coppa del Mondo.
Si è presa dei rischi, perchè è stato un recupero in qualche modo accelerato, indubbiamente ha bruciato delle tappe, ma seguita in modo eccellente, con il sogno di rappresentare l'Italia, per portare la bandiera, per i Giochi di casa, ma facendolo in modo sportivamente competitivo, non per fare presenza, ma per provarci.
Nei giorni scorsi la sua gamba era sofferente, ma ha tirato fuori una mentalità che qualunque sportivo (e non) dovrebbe assorbire.
"Ho pensato a sciare, a fare il massimo, ma non pensavo di poter vincere, o la va o la spacca mi sono detta. Campionessa olimpica? Mai nella vita me lo sarei aspettata, è qualcosa di speciale.
Ce l'ho fatta perché non mi mancava, sapevo che era qualcosa di più, ero tranquilla, mi valutavo outsider, sapevo di aver già fatto tanto - spiega Fede - Ho cercato di sciare, ho visualizzato bene il percorso, non volevo essere perfetta, volevo essere nel ritmo, volevo lasciarli andare, anche con gli errori.
Vincere l'oro? Non pensavo, sapevo di aver fatto una buona manche, ma non così. Non ci credo ancora, è incredibile. Ho visto i fratelli piangere, la mamma piangere...adesso vado in mezzo al team e a loro e toccherà anche a me credo!"
Ed ecco mamma Ninna Quario: "Sono stata atleta, ma da mamma è mille volte più forte. Dopo tutto quello che è successo, ero già felice che fosse qui, che potesse gareggiare, che arrivasse al traguardo. Abbiamo visti tanti errori oggi, era difficile, ma vista Federica sciolta.
Prima ho sperato in una medaglia, poi sempre più nell'oro e poi dopo la Gasienica mi son detta: è fatta!"
Delusa ovviamente Goggia, che era in vantaggio, quasi 7 decimi, ma si prende rischi al limite, inforca con un braccio, si sbilancia, e infine non rimane nel tracciato.
"Ho sciato come so, sicuramente sapevo che bisognava fare attenzione tra grande curva e Scarpadon. Il rischio era di andare troppo a sinistra, avevo una linea più stretta e non sono riuscita a prendere la corda delle singole dopo. Complimenti a Federica, tutti i mesi dopo il grave infortunio, il recupero. Non è mai facile ritornare e arrivare da un’Olimpiade così, questo superG è sempre stato nelle sue corde. Onore e merito a lei. Ho sciato fortissimo, non mi aspettavo di essere avanti 7 decimi. Ma le gare devono essere portate al traguardo. Alle Olimpiadi devi sempre dare il 100 per cento di quello che hai, oggi l’ho fatto. Mi porto via come ho sciato fino a quel punto e me lo tengo per le prossime volte".
Laura Pirovano, quinta: "Ho fatto un po’ di fatica a trovare il feeling con la neve, è più umida rispetto alla discesa e lo spigolo mi ha preso male nella parte alta, sono finita fuori linea. Un erroraccio che mi fa mangiare le mani e nonostante questo sono quinta. Peccato, davvero.
Questo è stato il mio esordio olimpico, ho fatto sesta in discesa e quinta oggi e non è male. So che qui contano solo le medaglie ed io ho voluto provarci ed il mio atteggiamento in gara lo ha dimostrato. Sono andata all-in ed in superG, col pettorale numero 2, l’errore può capitare. Peccato che queste Olimpiadi siano già finite, non vedo l’ora che arrivi l’ora della prossima gara".
Appena alle spalle della rendenese, è settima Elena Curtoni: "La delusione c’è, si sa che in questi eventi contano solo le medaglie. Ma sono soddisfatta della mia sciata, anche se forse in alcuni punti avrei potuto rischiare un po’ di più. La posizione magari non è di spicco, ma nulla toglie al mio cammino e alla mia soddisfazione, credo sia stata la mia ultima possibilità olimpica e sono contenta di aver vissuto queste emozioni".
(giovedì 12 febbraio 2026)




