Giovanni Franzoni: "quanto costa la testa! Bisogna crederci"
Due vittorie e due podio in carriera, tutti in questa stagione: le ultime 5 settimane hanno portato Giovanni Franzoni al vertice della velocità mondiale, conquistando la vittoria più ambita da ogni velocista, quella sulla Streif di Kitz.
Ci riesce a 24 anni, alla sua seconda partecipazione. Pazzesco.
E' il quarto italiano a riuscirci dopo Ghedina, Fill e Paris, ed è il successo n.198 per l'Italia in Coppa del Mondo.
Ecco Giovanni, catapultato in un attimo nel turbine incredibile che solo una vittoria a Kitz può darti: "In superg son sempre un po' nervoso, ma oggi ero tranquillo perchè mi sono riposato, mi son tolto un po' di pressione, ed ero veramente carico prima di partire. Penso che fino alla stradina non sono stato così veloce, però poi dal Seidlalm ha sciato bene, sono riuscito a fare la differenza. Un po' me lo sentivo, perchè arrivato al traguardo ho visto il distacco su Mattia che è un grande sciatore e ho pensato: 'oggi l'ho combinata bella'. Il pettorale #2? Non è l'ideale ma per oggi andava bene, l'ho pensato all'estrazione che poteva andare bene partire davanti e spingere. Cosa sta succedendo? Non lo so! Conta la testa, sto sciando libero, bisogna crederci, e portare questa confidenza sugli sci. Battere Paris? Quando ho visto di averlo battuto su una pista dove lui va sempre forte ho capito di aver fatto qualcosa di buono; lui mi aiuta, e in ricognizione scherzava dicendo che ci doveva pensare un attimo prima di dirmi come andare più veloce!
Festeggiamenti? Avevo già fatto le valigie pensando di partire subito dopo la gara...adesso vediamo che succede, una cosa alla volta!"
E ancora: "Questo è davvero un sogno, sto tremando dall’emozione. Per me è stata una giornata speciale: in partenza avevo in mente Matteo Franzoso perché l’anno scorso condividevamo la stessa camera e per me era la prima volta qui. Ho pensato subito che fosse il momento giusto per dedicargli ‘La Gara’, perché questa è la gara che tutti vogliono vincere. Non so bene come abbia fatto, è stata la miglior dedica che potessi fargli. Non tutti possono vincere a Kitzbuehel, io ce l’ho fatta al secondo tentativo, non so bene come.
Sapevo che Odermatt voleva fare la gara perchè non aveva mai vinto qui, ma quando sono arrivato in fondo con quel vantaggio su Mattia Casse mi sono detto che avevo fatto qualcosa di grande. Sapevo che per starmi davanti, Odermatt aveva bisogno di un grande vantaggio a metà pista, il gioco dei centesimi è stato dalla mia parte oggi. Ho visto Odi con le lacrime agli occhi, mi sono permesso di consolarlo dicendogli che è un campione e che la vittoria arriverà."
(sabato 24 gennaio 2026)






