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Il Taglio di Grasscutter - il Sistema Coppa Europa

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Foto: instagram/tommysala
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commenti 7 Commenti icona rss

Quale progressione è oggi opportuna (e necessaria) per fare di un giovane talento un atleta di Coppa del Mondo?
Sembra ovvio rispondere: prima le FIS, poi la Coppa Europa, infine la WC.
Ma è davvero così?  Nelle discipline veloci può ancora essere vero.
E nelle discipline tecniche?  La mia tesi è che non sia più così.

Prendiamo il ‘caso Hirscher’.
Nel suo primo slalom di EC, Hirscher prese l’inversione e chiuse 21/o.
Ciò sembra dimostrare che avendo un grandissimo talento sia possibile utilizzare la EC per esprimerlo.
Ma se analizziamo quello slalom di EC (e i tre successivi) scopriamo cose interessanti.
La prima: Hirscher aveva un pettorale ‘possibile’, il  57 (e non l’80...).
La seconda: il livello medio dei partenti era nettamente più basso del livello attuale in un qualsiasi slalom di EC.
Se poi consideriamo il gigante, la musica è più o meno la stessa.
Hirscher si qualificò (abbondantemente) nei 30 al terzo tentativo, ma partendo con pettorale basso.

Oggi la EC è cambiata. Il livello si è alzato perché è diventato il circuito per atleti in cerca di riscatto. Ma il ‘gioco’ per un giovanissimo non è conveniente.
I casi Braathen e McGrath non dimostrano nulla, perché due atleti non fanno statistica: ciò che si deve guardare è la quasi totalità degli atleti...

Tutti (o quasi) sanno che la EC funziona grosso modo come la WC: c’è un primo gruppo di 15 atleti, un secondo gruppo di altri 15 atleti, e poi tutti gli altri.

Tra 'gli altri' ci sono tutti: atleti usciti dai 30 della WCSL che cercano riscatto, giovani fortissimi, atleti di buona forza di qualsiasi età.

La EC è un ‘campionato’ a sé, che premia la CONTINUITÀ, cioè gli atleti che ottengono o un paio di ottimi risultati o una serie di discreti/buoni risultati in questo circuito.

Le nuove regole sui requisiti per la partecipazione alle gare di WC sono molto restrittive e penalizzanti; non entro nel dettaglio, ma gli addetti ai lavori sanno di cosa parlo...

Il fatto che si sia QUASI costretti al passaggio in EC (prima non era esattamente così...) di per sé non sarebbe né un bene né un male.

Ma diventa un grosso male se la EC é concepita come un circuito autonomo e ‘fotocopia’ della WC.

La verità è che sotto i 27/28 punti ciò che importa è solo il talento.

La verità è che la ‘meritocrazia’ col bilancino dei punti è sbagliata.

La verità è che i giovanissimi possono (e devono) fare WC senza l’estenuante ed inutile trafila della EC.

Che senso ha partire in slalom (o in gigante) con il 70 e più in EC quando si potrebbe avere lo stesso pettorale (od anche 10 numeri in meno) in WC?
Qualificarsi nei 30 in EC è forse più arduo che in WC per un giovane di talento.

E se in gigante è difficile, in slalom ciò sfiora l’impresa. La ‘gavetta’ si deve fare nelle FIS importanti.

Il problema è avere giovani di sicuro talento, e farli gareggiare NON guardando i punti: lo ribadiamo, sotto ai 30 CONTA IL TALENTO.

Evviva il nuovo (ed antico...) binomio FIS-WC, solo così nessuno avrà le ali tarpate.

La Coppa Europa può anche restare dov’è, ma occorrerebbe riformarla, perché così com’è non va bene: ‘non va bene’ secondo il criterio che tutti amiamo, quello meritocratico e delle (pari o quasi) opportunità per tutti.

Dovrebbe diventare un circuito REALMENTE autonomo, e non tappa (quasi) obbligata per la scalata ai vertici dello sci mondiale.

E la penalità gara del circuito NAC e del circuito cinese? Escamotage per abbassare i punti in circuiti che offrono penalità identiche alla Coppa Europa, ma con un livello medio notevolmente più basso...

Spunto finale, questo, e bisogna serenamente prendere atto che le cose così non vanno.


(sabato 18 gennaio 2020)



@RIPRODUZIONE RISERVATA

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    1 | jos235 il 18/01/2020 19:47:01
    Condivido alcune cose ed altre meno.. se ho capito bene si propone di togliere i limiti di contingente in CdM per permettere ai giovani di arrivare senza passare per la Coppa Europa. A parte che non sono sicuro che in questo modo la Coppa Europa, senza il suo status di passaggio obbligatorio, potrebbe continuare a sopravvivere, come si fa poi a far le gare di CdM senza far partire 150 atleti? Un limite ad un certo punto ci deve essere, e come si fa a stabilirlo senza meritocrazia? Non a caso i regolamenti sui limiti dei partenti vanno sempre più in direzione opposta. Negli anni settanta in CdM si potevano ancora vedere slalom con 100 atleti al via, e tutti quelli che avevano concluso la prima manche potevano partire nella seconda e classificarsi. Poi sono arrivate le televisioni e sono diventati sempre più importanti gli orari. Fino ad arrivare a dove siamo oggi. Ho letto dichiarazioni di giornalisti televisivi (soprassiedo su quanto possano capirne di agonismo) che affermano tranquillamente che secondo loro non dovrebbero partire più di 30-35 atleti a gara. Questa gente, come la gente che assiste dal divano di casa, ragiona con logiche totalmente diverse. Quindi o si mandano via le tv, e senza soldi e sponsor si torna allo sci amatoriale in cui assistono alle gare solo parenti e amici, oppure non ho capito cosa propone l'articolo per ovviare al problema del "soprannumero" e togliere lo stress da punteggio ai giovani [:D].
    2 | Jeppo il 18/01/2020 20:10:20
    Benvenuto Luigi Tosaerba! Ed ho già capito che questa rubrica mi prenderà un sacco! [:D] In effetti sfondare in CE negli ultimi tempi è diventato quasi più difficile che fare qualche risultato decente in WC. Un esempio evidente per me è Maes, che ha risultati (almeno nella scorsa stagione) quasi migliori in WC che in CE. Il tutto grazie ai punti fatti in Oceania d'estate, che gli hanno regalato simili pettorali in entrambe le competizioni. Diciamo una cosa, i Norvegesi hanno anche leggermente più facilità a progredire nelle FIS di casa, perché non ci sono 100 iscritti ma magari una cinquantina. Fanno punti buoni magari più in fretta, e poi con pettorali più decenti possono sfondare più velocemente in CE. Certo, quando c'è supertalento (Braathen, McGrath, etc), i risultati arrivano in fretta ovunque tu sia. Procedere per gradi lo vedo importante soprattutto da un punto di vista psicologico: ogni anno hai il tuo nuovo obiettivo, e non passi la stagione a prendere batoste. Un sequenza ricorrente per i primi 5 anni junior di un atleta è: Anno 1: abbasso i punti nelle NJR e magari inizio a divertirmi nelle FIS Anno 2: primi punticini di rispetto nelle FIS Anno 3: Vittorie FIS e prime esperienze di CE Anno 4: Primi punti in CE Anno 5: Vittorie in CE e prime gare di WC Quello che dici tu è che in realtà il passaggio da 4 è superfluo a causa dei numeri alti che spesso si trovano ad affrontare in CE... E magari si può passare diretti alla WC, dopo aver fatto punti in altri modi più semplici. Secondo problema: è giusto che ANC, SAC e FEC diano stessa penalità minima della EC? A mio parere sì. Quello che è sbagliato è che atleti Europei possano correre in FEC! Questo è un mio pallino, una cosa che non capirò mai e credo sia spiegata solo con manovre "politiche" per avvicinare nazioni minori: Non è giusto che ai nazionali corrano atleti non della giusta nazionalità, non è giusto che atleti senior corrano i NJC, non è giusto che europei corrano la ANC. Vietare questo da regolamento renderebbe i punti moooolto più "onesti". Si potrebbe obiettare che il rischio sarebbe di creare una forchetta esagerata tra i punti asiatici e europei (che poi forse sarebbe anche giusto avere una differenza ben maggiore!): questo lo si risolverebbe lasciando aperte solo le FIS (o NJR etc). Ultima cosa: per me la CE andrebbe modificata in ogni caso. Ne abbiamo parlato un sacco, così com'è fatica a sopravvivere soprattutto per le prove veloci. Per me la soluzione, come ho già detto altre volte, sarebbe copiare il tennis e creare gare dal punteggio differente ma tutte valevoli per la WC. Per dire, lasciamo che le classiche di WC valgano 100 punti a vittoria e punti fino al 30esimo e che contino tutte per la classifica finale. Chiamamole Grande Slam. Poi le non classiche (che so, Hinterstoder, Chamonix, gare asiatiche quest'anno) possono valere 50 punti al vincitore e punti fino al 20esimo. Chiamamole Masters. Ancora contano tutte per la WC. Infine Quelle che adesso sono le gare di CE, e magari alcune delle gare di FEC, ANC, SAC, etc etc, possiamo chiamarle FIS25, valgono 25 punti al vincitore, punti fino al decimo, e se ne possono contare solo fino ad un massimo di 2 a stagione per specialità nel conteggio della WC. Questo comporterebbe: - Maggiore attenzione per le gare del circuito cadetto, magari con diretta TV obbligatoria e più interesse/ entrate; - Quanto sopra facilitato dal fatto che qua e là qualche atleta di spicco dovrebbe puntare qualche gara "FIS25" per fare punti utili per la WC; - THE DREAM per me e GRINGO: dirette di gare dall'emisfero australe in estate. [:D] - Il fatto che conterebbero solo fino ad un massimo di due gare per la WC vorrebbe dire che gli atleti non dovrebbero correre più gare di quelle che fanno ora in un calendario già intasato, ma se le potrebbero scegliere con calma a seconda delle necessità. Per dire, facendo 50 punti in Sud America, si potrebbe poi concentrarsi su grande slam e masters per tutta la stagione; - Scegliendo precisamente lo stesso numero di "Grande Slam" (ad esempio 4 gare per disciplina), si potrebbe riequilibrare un po' il discorso Coppa del Mondo generale tra discesisti e slalomisti; anche essendoci più slalom, questi varrebbero meno punti rispetto alle prove del grande slam. - Ovviamente in tutto questo discorso non varrebbe più il mio discorso di non far correre la FEC agli europei, perché le gare farebbero a tutti gli effetti parte della WC; - Si potrebbe continuare a dare un trofeo a chi fa più punti delle gare "continentali", considerando tutte le gare e dando i posti fissi come accade ora. OK, scusate il pippettone ma su ste cose mi infuoco. [:D]
    3 | didibi il 18/01/2020 22:19:16
    Beh, che Hirscher fosse un fenomeno lo si sapeva già quando si affacciò alla CE così come Fenninger quando fece le prime FIS. Tirare in ballo Mercellino come esempio magari non è la scelta migliore. Concordo con quanto domanda Jos: e allora cosa facciamo ? Jeppo qualche spunto lo da. Qualcuno anche campato in aria [:D] Se i campionati nazionali sono riservati ai nazionali sono ovviamente gare nazionali e non internazionali [;)] e pertanto non possono dare punti Fis che sono riservati a gare internazionali [8D]
    4 | jos235 il 18/01/2020 22:22:55
    Jeppo ha scritto: creare gare dal punteggio differente ma tutte valevoli per la WC.
    Stessa cosa che dicevo io tempo fa anche se più drastico [:)]: Coppa del Mondo, Coppa Europa.. sono concetti ormai non più al passo con i tempi e superati in altri sport come tennis o ciclismo. Un circuito mondiale unico dove le gare hanno punteggi differenti a seconda della loro importanza. Non ci sarebbero più problemi di inserire tante località in un calendario limitato (tutte avrebbero il loro posto anche se ovviamente le grandi classiche assegnerebbero i punteggi maggiori e rimarrebbero quelle più gettonate dagli atleti big). Si gareggerebbe in tutto il mondo con la differenza che gli atleti potrebbero gestirsi meglio, scegliendo dove gareggiare in base alla propria classifica, senza dover fare per forza un numero esagerato di gare. Per farlo bisognerebbe però che ci sia il passaggio al professionismo e ci si liberi dalla logica delle federazioni nazionali e dei contingenti per le gare. Ora io mi domando, può accadere ciò all'interno della fis?
    5 | Jeppo il 19/01/2020 00:47:50
    didibi ha scritto:
    Se i campionati nazionali sono riservati ai nazionali sono ovviamente gare nazionali e non internazionali [;)] e pertanto non possono dare punti Fis che sono riservati a gare internazionali [8D]
    OK grazie della spiegazione, makes sense... Ma ovviamente non sono comunque d'accordo [:D] nel senso che a quel punto ti direi "allora non facciamo valere i nazionali per i punti FIS". Mentre per quanto riguarda il discorso continentale continuerebbero a essere gare internazionali, e la restrizione sarebbe simile a quella valida per i mondiali junior, nel senso che lì è basata sull'età, qui sarebbe sulla nazionalità. Anche se scrivendo mi son convinto che lo scenario migliore sarebbe quello con unico circuito mondiale, quindi il discorso non si porrebbe. [:D]
    6 | Grasscutter il 21/01/2020 08:34:35
    Sono l’autore dell’articolo e editorialista de ‘Il taglio di Grasscutter’. Avete commentato in abbondanza, molti gli spunti, gradite le critiche, anche quelle negative. Non rispondo a tutti, ma fisso di seguito alcuni punti, sperando di fare un po’ di chiarezza. 1. Per non avere ‘150 iscritti in WC’ è sufficiente mantenere gli attuali contingenti per Nazione. 2. Il problema maggiore per i giovanissimi talenti è il limite restrittivo dalla FIS sugli atleti fuori dai primi 80 delle liste FIS 3. Si potrebbe elevare dalla 150esima alla 200esima il limite che impedisce di partecipare a gare WC e contestualmente lasciare libere le singole Nazioni di portare chi vogliono in WC (con il solo limite della 200esima posizione nel ranking FIS. 4. Se si modificasse il regolamento relativo alla WC secondo il punto 3), buona parte delle storture del sistema verrebbero superate: ad es, la ‘corsa ai punti’ in circuiti palesemente favorevoli perderebbe parte del suo senso. 5. Il destino dei circuiti continentali, una volta modificato in tal senso l’accesso alla WC, può essere discusso. Le strade sono molte, le variabili anche, il vil denaro comunque necessario. Credo che si troverebbero soluzioni positive. 6. Qualcuno parla dei media televisivi. Non vedo come le modifiche espresse nei punti 1) e 3) costituirebbero per i media un problema: i numeri rimarrebbero gli stessi, si avrebbe in più un ricambio generazionale vero e non frenato da regole penalizzanti. Grazie a tutti, e buon sci.
    7 | jos235 il 21/01/2020 17:37:29
    Ok, il punto 2) effettivamente mi ha chiarito meglio a che cosa di preciso ci si riferiva [:D]. Effettivamente lasciare libertà alle nazioni su chi schierare potrebbe semplificare un pò di cose, ma credo che la corsa ai punti da parte degli atleti non finirebbe mai fintantochè le penalità minime permetteranno di migliorare qualche numero di partenza, rispetto alle fis. Per eliminare questo occorrerebbe, come già proposto nell'articolo, dare alle fis la stessa penalizzazione minima di una gara di CE, a quel punto diverrebbe inutile affannarsi in Coppa Europa. Ma nascerebbero altri problemi forse, le fis di discesa cinesi "truccate" di quest'ultimo periodo ne possono essere un esempio. Resterebbe poi da vedere se e come modificare il circuito continentale perchè per com'è adesso, privato dell'importanza data dai punteggi, morirebbe. Bisognerebbe vedere se sarebbe in grado di attrarre sponsor e atleti, e io credo che potrebbe farlo solo con l'aiuto di un "contributo" di solidarietà da parte della fis, se questa si decidesse a spendere parte dei ricavi derivanti dalla Coppa del Mondo per favorire anche le categorie minori (andrebbero istituiti premi per gli atleti e fatto qualche investimento su una possibile copertura tv). Sono d'accordo comunque che qualcosa di nuovo andrebbe finalmente fatto.



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