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La Coppa del Gobbo - Minuzzo entra nella Storia

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Gobbo C.
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Ha vinto la prima medaglia olimpica per lo sci femminile italiano, è la prima donna a cui sia stato concesso l'onore di leggere il giuramento olimpico degli atleti, è la prima donna degli sports invernali italiani ad entrare nella Hall of Fame! Il suo nome è Giuliana Chenal Minuzzo e, nella leggenda dello sci italiano, ora c'è un posto speciale per lei.
 
La consacrazione è avvenuta a Milano durante una grande cerimonia alla quale hanno partecipato i rappresentanti più illustri e significativi del Circo Bianco che, con la loro presenza, hanno apposto un sigillo sontuoso per la Hall of Fame!
 
Talentuosa sciatrice veneta, di Marostica, a sei mesi di età già respirava l'aria leggera del Breuil e sulle piste valdostane il suo estro e le innate qualità si esaltarono ben presto grazie al suo temperamento coraggioso. Il primo risultato importante arriva nel 1949 quando è terza agli Assoluti di discesa, disputati a Cervinia, dietro alla leggendaria Celina Seghi e Maria Grazia Marchelli. Il primo titolo italiano giunge nel 1952, anno in cui si impone per la terza volta nella "Coppa Foemina" di discesa ed è seconda nella kombinata di Grindelwald, imponendosi come una delle migliori specialiste della velocità in campo internazionale.

"Mi allenavo sui pendii del Breuil e le piste allora erano proprio tracciati di libera, nel senso che ci sceglievamo le traiettorie ed il minor percorso da compiere. Ricordo che i miei tecnici mi dicevano in patois 'va dret ba' ...vai giù diritta ...ed io obbedivo!! La velocità mi piaceva molto e confesso che, con il passar degli anni, mi davano sempre più fastidio tutte quelle porte che venivano messe sul tracciato e che diminuivano la libertà della mia sciata!"

Nel 1952 giunse l'apoteosi olimpica con i Giochi di Oslo: "Le piste erano a più di 100 kilometri dalla capitale e non ci fu possibile vivere molto l'atmosfera dei Giochi. Ma ero giovane e mi aggrappavo sempre a Celina Seghi che mi incoraggiava e mi faceva divertire tanto. Eravamo tutte felici per Zeno Colò e quel giorno in cui vinse la discesa facemmo una gran festa per la sua medaglia d'oro, io  andai a dormire presto pechè il giorno dopo avevo la gara di libera. Era il 17 febbraio ed il mio numero di pettorale era il 13! Il fondo della pista era duro e ghiacciato ed io mi gettai con grande sicurezza nel bosco. Pensavo alla mia Cervinia, all'Asiva (Comitato Sci della Valle d'Aosta) e non mi accorsi che stavo volando, avvertivo dentro una grande felicità: quando seppi di essere terza mi sentii stringere in un abbraccio ferreo e lanciare in aria, era Zeno Colò che mi stava stritolando! Per poco non mi bruciò il volto con quella sigaretta sempre accesa tra le labbra!"

Il suo impegno agonistico non conosce pause, continua a vincere tappe importanti del Kandahar, è protagonista a Murren, Chamonix, Sestrieres, Sant'Anton, Grindelvald...si sposa con Cesare Chenal (che sarà il suo prezioso e bravissimo allenatore) e diventa mamma.
Nel 1956 a Cortina per la prima volta una donna è scelta per leggere il Giuramento: "Ero tesa come una corda di violino, non avevo paura, solo preoccupata che potesse accadere qualcosa. Mi avevano detto che dovevo guardare fissa in direzione del Presidente della Repubblica, Gronchi, ma io per precauzione avevo chiesto che mi fosse messo sul leggio un foglio con le frasi del giuramento. Lo fecero ma quando posai gli occhi sul foglietto vidi che, per il freddo, si era accartocciato, impossibile leggere una sola parola! Io però mi ero preparata, lo sapevo a memoria e andò benissimo!"

Avrebbe potuto vincere l'oro della discesa ma il suo tecnico... LEGGI LA SECONDA PARTE
 
 

 


(giovedì 16 ottobre 2014)



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    Tutt i commenti disponibili:
    1 | Admin il 16/10/2014 11.51.47
    SECONDA PARTE Avrebbe potuto vincere l'oro della discesa ma il suo tecnico (che in quella occasione non era il marito Cesare Chenal!), nonostante le ripetute raccomandazioni fece un terribile errore e sciolinò i nuovissimi sci Teflon che erano arrivati dall'America poche settimane prima! Una condotta imperdonabile che privò l'atleta e l'Italia di una vittoria annunciata da tempo! Quattro anni dopo i Giochi si disputarono in California, a Squaw Valley. Era il 1960 e la situazione finanziaria della Federsci era disastrosa: "Ricordo bene le continue prediche degli allenatori, non smettevano di dire che bisognava andare sul podio a tutti i costi sin quasi a minacciarci che se non fossimo andate a medaglia avremmo dovuto pagarci il biglietto aereo per il ritorno! Non mi feci distrarre troppo da queste storie, sapevo di poter fare bene e confesso che la medaglia di bronzo in gigante mi andò un po' stretta. Io non pagai il biglietti aereo e forse con maggiore tranquillità all'interno della squadra avrei potuto anche vincere l'oro." Nel 1961 vinse lo slalom di Grindelwald e fu quella la sua ultima apparizione sul palcoscenico mondiale, poi a Courmayeur nel 1963 si impose nello slalom vincendo il suo ultimo titolo assoluto. Rivedemmo la sua figura elegante a Torino in occasione del Giuramento che Giorgio Rocca fece per gli atleti ai Giochi del 2006. Era Giuliana che reggeva la bandiera tricolore. Da oggi il nome di Giuliana Chenal Minuzzo è scritto nella mitica 'Hall of Fame' degli Sports Invernali Italiani. Anche il Panathlon International riconosce il grande valore morale della sciatrice azzurra ed il Panathlon Club du Val d'Aoste le assegnerà a fine ottobre il prestigioso Premio Panathlon alla Carriera.
    2 | lbrtg il 16/10/2014 14.17.24
    Bello scritto, Carlo. Buona stagione anche a te![;)]
    3 | Fairyking il 17/10/2014 20.59.05
    Bello, complimenti anche per l'aspetto umano raccontato di persona a così tanti anni di distanza!



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