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Cavallo Pazzo è andato avanti!

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Stricker E.
Stricker E.
commenti 14 Commenti icona rss
Non c'è più frenesia nella vita di Erwin Stricker, i ritmi pazzeschi che hanno contraddistinto l'esistenza di questo ragazzo fantastico si sono bruscamente spezzati ed ora non resta che la dolcezza per ricordarlo. Un brutale tumore al cervello lo ha devastato, dopo averlo aggredito senza dargli neppure il tempo di difendersi...A Ferragosto aveva celebrato alla grande i suoi sessant'anni ed in mezzo ai suoi amici non aveva dato alcun segno di cedimento o di sofferenza. La settimana successiva era volato in Cina dove, da molti anni, aveva consolidato una straordinaria attività promuovendo l'immagine dello sci sotto l'egida della Federazione Internazionale. Al rientro, nell'aeroporto cinese, l'attacco del male, improvviso. Erwin stramazza a terra, viene soccorso, il suo cervello è già seriamente colpito...Ma non vuole restare in Cina e, a fatica, riesce a tornare a casa. Un primo intervento, ieri avrebbe dovuto essercene un secondo...
Chi era Cavallo Pazzo? Un bel ragazzo, dai capelli biondi, un cuore forte ed una intelligenza geniale! Non ha mai fatto calcoli sia nello sport sia nella vita e la sua spregiudicatezza gli ha permesso di diventare uno dei più importanti "pensatori" che il mondo dello sci abbia avuto dalla fine della "valanga azzurra" sino ad oggi ! Tutti i suoi atteggiamenti erano genuini, improntati ad una visione delle cose che - ad altri - era impossibile solo ipotizzare! Sugli sci il suo talento è entrato nella storia, soprattutto di quella dello Stelvio. Lo scorso anno ho presentato una bellissima serata a Cervinia alla quale erano intervenuti tutti, sottolineo TUTTI, i protagonisti del famoso gigante di Berchtesgaden, nell'ordine: Piero Gros, Gustavo Thoeni, Erwin Stricker, Helmuth Schmalzl e Tino Pietrogiovanna. L'unica volta in cui si erano ritrovati, prima di quella serata, era stato per i funerali di Fausto Radici. Chiesi ad Erwin se fosse vero quanto si raccontava a proposito dei suoi approcci con gli azzurri..." Facevo il cameriere allo Stelvio , era il 1966, e dopo aver visto come sciavano mi dissi che le cose che facevano loro potevo farle anch'io. Dopo un paio di discese cominciai a lasciarne indietro un paio e così...mi ritrovai in squadra!" Sempre allo Stelvio, nel 1968, è protagonista di un grave incidente: sbatte contro un palo dello skilift, si rompe una scapola e sette costole, una di queste gli perfora un polmone, resta in coma per tre giorni...ma si riprende e da allora diventa "cavallo pazzo"! La sua passione per le pistole è leggendaria...tanti cartelli stradali che portano alle piste più importanti portano ancora i segni dei proiettili che era solito sparare...e tanti ragazzi delle squadre hanno ancora negli occhi le danze "western" fatte tra i colpi delle sue pistole! Sugli sci era un leone, aggressivo, senza paura, il risultato non gli interessava...gli importava vincere quella sfida con se stesso che scattava ogni volta che usciva dal cancelletto di partenza. Ai mondiali di Saint Moritz, nel 1974 , poteva vincere l'oro della kombinata: sesto in gigante, diciasettesimo in discesa , gli bastava arrivare in slalom. La sua insopprimibile aggressività e la carica esplosiva dei suoi muscoli non sopportavano l'idea di essere ingabbiate tra le porte strette e così andò in fumo la vittoria! Delle sue prestazioni agonistiche in Coppa del Mondo e a livello internazionale si è già detto molto...gli ultimi podi li conquista negli Assoluti di Limone Piemonte, nel 1976, 2o in discesa dietro Herbert Plank e vittoria nella kombinata.
Erwin ha saputo vivere intensamente ogni momento della sua esistenza, dando un senso ed una ragione a questo meraviglioso miracolo che è la vita. Grazie per averci indicato il sentiero...Buon cammino caro Amico....

(mercoledì 29 settembre 2010)



@RIPRODUZIONE RISERVATA

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    Tutt i commenti disponibili:
    1 | CornoalleScaleForever il 29/09/2010 10.23.42
    Giù il cappello davanti a chi ha dato tanto entusiasmo al pubblico italiano degli appassionati di sci e quel pizzico di sregolatezza che ha lasciato una macchia di arcobaleno sulla meravigliosa Valanga Azzurra. Grazie Cavallo Pazzo .... ora goditi le meravigliose, immacolate ed infinite piste del Paradiso [;)]
    2 | otto piedi il 29/09/2010 10.25.54
    Grazie, Carlo. Con le tue parole, anche chi non conosceva Erwin lo sentirà un po’ più vicino in questo tristissimo momento. Se n’è andato un grande, davvero una perdita importante. Riposa in pace, Cavallo Pazzo, nel paradiso degli sciatori un po’ fuori di testa e con tanto, tanto carattere…
    3 | Enrico il 29/09/2010 10.29.16
    Addio Erwin, ci mancherai moltissimo. PS - Carlo delle parole bellissime, spero che le leggano anche la famiglia.
    4 | truddo il 29/09/2010 13.29.02
    Grazie Carlo e buona sciata "Cavallo Pazzo"!
    5 | mauri_63 il 29/09/2010 13.34.37
    Ciao Campione: davvero un Cavallo Pazzo di razza
    6 | lbrtg il 30/09/2010 8.33.42
    Grazie Carlo. Era il commento che mi aspettavo. L'ho già detto, ma lo ripeto: "Erwin, un mito, per noi vecchietti dello sci".
    7 | franz62 il 30/09/2010 12.02.11
    Bravo Carlo
    8 | Carcentina il 30/09/2010 14.07.23
    Bellissime parole Carlo
    9 | Andrew il 01/10/2010 17.06.24
    Grazie Carlo Riposa in pace Erwin
    10 | lbrtg il 02/10/2010 16.44.58
    Bellissimo questo "ritratto" fatto da Tradati. SO LONG. ERWIN STRICKER. di Alfredo Tradati, pubblicato sabato 2 ottobre 2010 alle 12:15 Grandi pacche sulle spalle, strette di mano da far male, allegria ed entusiasmo inimmaginabili. E’ arrivato Erwin e tutto comincia a girare intorno a lui. La Cina, la Russia sono i suoi territori di oggi, anche se i più lo ricordano come il mitico “Cavallo Pazzo” della Valanga, l’atleta che ha saputo buttare al vento medaglie e vittorie seguendo esclusivamente la guida del proprio spirito indipendente. La prima volta che sono andato a sciare in Cina con lui è stata memorabile, otto ore di taxi da Beijing verso la Mongolia Interna, completamente persi in un dedalo di strade senza senso, in balia di due tassisti (?) che non sapevano leggere nemmeno il cantonese. Ricordo ad un tratto un enorme autotreno blu che svolta improvvisamente a sinistra e un balzo fulmineo di Erwin dal sedile posteriore che riesce a girare il volante di fronte all’attonito guidatore, appena in tempo per evitare una collisione fatale. Passano le ore, è notte, ma di neve nemmeno l’ombra. Ci vogliono scaricare in un’enorme città buia e sporca in quello che dovrebbe essere un hotel. Ma Erwin non ci sta, prende letteralmente per la collottola il minuto tassista, lo rimette al volante e imprecando in tedesco e italiano lo convince a portarci su, fino a bordo pista. Scendiamo dalla scassatissima VW Jetta e, come per miracolo, la neve è li, reale, bianca e solo allora, soddisfatti, possiamo rientrare all’albergo. Ricordo ad Harbin, con -30 di temperatura, Erwin che ci riempie a forza la bocca di grappa dalla sua borraccia tirolese mentre visitiamo le meraviglie dello Snow & Ice Festival. Ho tanti flash in mente di questo vulcanico personaggio, per alcuni sicuramente “ingombrante”: Erwin con il presidente della Federazione Russa di sci in un sauna di Sauze d’Oulx, Erwin che racconta barzellette hard in un maso di Senales mentre tutti schiattano dal ridere, Erwin che ti scorrazza sulla sua Mercedes a velocità folli nelle valli altoatesine bloccandoti sul tuo sedile in franata con la forza del suo braccio destro, Erwin che dice a me, uomo della carta stampata ma con idee innovative, che non capisco un c…o, che devo guardare al futuro della comunicazione, che devo crescere e cambiare mentalità. Oggi che non c’è più, ripenso attentamente a ciò che diceva e pensava e in mezzo al gran polverone che è sempre stato in grado di sollevare ovunque andava, sono sempre più convinto che aveva ragione, che se non ci fosse stato lui a “fare casino” in questo jurassic park dello sci saremmo ancora fermi ben indietro lungo la strada. In tanti, qualche anno fa, gli abbiamo voluto fare un regalo, una sorta di omaggio alla carriera: una splendida Fort T perfettamente funzionante che lo ha fatto piangere come un bambino, ed è stato bello condividere con lui quei momenti. Si potrebbe andare avanti per ore, perché di cose “Erwino” (come lo chiamava Marc Girardelli) ne ha fatte davvero tante e tutte con clamore. E adesso? Beh, un altro come lui non c’è e non ci sarà. C’è solo da sperare che i semi di innovazione che ha gettato in questi decenni attecchiscano e siano coltivati da chi segue e sarà in grado di capire e apprezzare. Chuss, Erwin.
    11 | lbrtg il 27/10/2010 21.09.01
    Segnalo un bel servizio, con foto molto belle, fatto sulla rivista "Sciare" che parla di Erwin. Anche "Sci", ha annunciato che sul prossimo numero si parlerà ampiamente di "Cavallo Pazzo".
    12 | lbrtg il 28/10/2010 12.25.22
    Ed ha fatto proseliti degni di lui. GHEDINA - RENT & GO, LA COPPIA CHE SCOPPIA. A Venezia la convention dell'azienda, in ricordo di Erwin Stricker 28/10 | di Niccolò Zarattini | Una due giorni intensa, quella del 27 e 28 ottobre a Venezia. All'hotel Papadopoli si sono infatti ritrovati tutti gli affiliati italiani del colosso internazionale del noleggio Rent & go. Ospite d'obbligo Kristian Ghedina, al suo secondo anno da testimonial per l'azienda, per la quale quest'anno ha firmato anche una linea d'abbigliamento. Lo scorso settembre è mancato Erwin Stricker, grande campione della valanga azzurra negli anni '70, incredibile innovatore nello sci alpino e fondatore di Rent & go nel 1993. In questa due giorni di Venezia il pensiero di tutti i soci e amici va ad Erwin, colui che ha inventato il casco da slalom, gli elmetti aerodinamici da discesa e introdotto le tute da gara plastificate esternamente. Un uomo pieno di idee e brio, che ha voluto lasciare la sua impronta su un'azienda leader della stagione invernale. "I tre moschettieri" venivano chiamati i tre dirigenti dell'azienda: Erwin Stricker, Kurt Ladstaetter e Gerhard Koenigsrainer. Purtroppo "il Portos" del gruppo, ora non c'è più. Ma Aramis e Atos certo non sono rimasti impalati. Hanno preso in mano le redini della situazione, e ora stanno portando avanti il progetto che avevano iniziato con Erwin. Il risultato? L'azienda ormai è ampiamente affermata nel mondo del noleggio dell'attrezzatura invernale, e ha grandi propositi per il futuro. Una strategia aziendale all'avanguardia, un'ampissima gamma di prodotti, la garanzia della sicurezza e un testimonial d'eccezione come Kristian Ghedina. "La parola d'ordine è: il noleggio più evoluto" - racconta Kurt Ladstaetter, amministratore di Rent & go. Il gruppo ora ha superato gli 80 noleggi in Italia, i 570 in Europa e ha steso le fondamenta per il futuro. Che si prospetta roseo.
    13 | Admin il 28/10/2010 14.31.47
    Rent&Go fin dalla passata stagione ha fatto una partnership con Fantaski, come ben potete notare dai banner..
    14 | canadien il 28/10/2010 15.34.37
    Addio Erwin!!!



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